New York, restituiti all’Italia e al Vaticano diciassette reperti storici

Tra gli oggetti figurano sei volumi in lingua cinese, scomparsi dall'Archivio della Compagnia di Gesù del Vaticano tra il 1999 e il 2000

A New York si è tenuta una cerimonia di restituzione che ha riportato in Italia e in Vaticano diciassette oggetti trafugati, tra cui figurano vari reperti storici e libri rari per un valore pari a 1,5 milioni di dollari. All’evento ha partecipato anche il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, sottolineando l’importanza simbolica e culturale della restituzione. Il loro recupero, annunciato questa settimana dall’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan, è il risultato di una serie di indagini dedicate allo smantellamento delle reti internazionali di traffico illecito di beni culturali.

Tra gli oggetti restituiti emergono in particolare sei volumi in lingua cinese, redatti da missionari gesuiti tra il Sedicesimo e il Diciassettesimo secolo, che appartengono ad una serie di quaranta opere rubate dagli Archivi della Compagnia di Gesù tra il 1999 e il 2002. Oltre ad essere importanti fonti bibliografiche, questi libri rappresentano delle preziosissime testimonianze del periodo storico in cui i gesuiti furono protagonisti degli sforzi della Chiesa cattolica di stabilire una presenza duratura in Asia. Il progetto missionario, iniziato nel 1582 con l’arrivo in Cina di Matteo Ricci, si basava su una strategia di scambio culturale: insieme alla diffusione del cristianesimo, i missionari introdussero gli abitanti all’astronomia, alla matematica e alla scienza, traducendo i testi dal latino al cinese. Questi libri erano quindi destinati a circolare tra gli aristocratici cinesi e, nel migliore dei casi, a entrare nella biblioteca imperiale.

Poiché i volumi originali erano destinati a rimanere in Oriente, le copie dei testi venivano inviate e conservate negli Archivi della Compagnia di Gesù. L’ultimo inventario completo della collezione risale agli anni Novanta e soltanto nel 2022, quando un numero insolitamente elevato di testi gesuitici in cinese ha iniziato a comparire nel mercato delle aste online, i gesuiti hanno deciso di effettuare una nuova verifica dei fondi, che ha rivelato la scomparsa di circa 42 volumi. Proprio da questa anomalia sono iniziate le indagini dell’Unità contro il Traffico illecito di Antichità di Manhattan che, ricostruendo il percorso dei libri attraverso cataloghi e registri di aste passate, hanno scoperto che sei di questi volumi erano stati messi in vendita nel mercato antiquario londinese nel 2000. Acquistati da un collezionista privato, erano poi stati concessi in prestito all’Università di Notre Dame, dove le autorità statunitensi li hanno infine sequestrati alla fine del 2025.

Insieme ai volumi sono stati restituiti anche altri oggetti provenienti da contesti storici e culturali molto diversi. Tra questi figura una lettera del 1525 inviata da Alfonso I d’Este, duca di Ferrara, al poeta Lodovico Ariosto, allora governatore della provincia della Garfagnana, individuata e sequestrata presso la Morgan Library. Secondo quanto riportato dal New York Times, tra i beni recuperati compaiono inoltre alcuni manufatti provenienti dal Metropolitan Museum, tra cui due coppe da vino in ceramica della Grecia antica, databili intorno al 500 a.C., ritenute frutto di scavi clandestini.