Carmelo Bene ed Eduardo De Filippo: due ritratti su Sky Arte per la Giornata mondiale del teatro

I documentari ripercorrono la storia dei due grandi della scena italiana, che hanno rivoluzionato la storia del teatro italiana

Venerdì 27 marzo si celebra la Giornata mondiale del teatro. Istituita nel 1962 dall’International Theatre Institute insieme a esperti dell’UNESCO, trasforma teatri, piazze e scuole in luoghi di incontro e di riflessione, ricordando quanto il teatro sia al tempo stesso specchio della società e laboratorio di creatività. Quest’anno Sky Arte festeggia la ricorrenza con due documentari, incentrati su due protagonisti della scena teatrale italiana.

Il primo documentario, intitolato Bene! Vita di Carmelo, la macchina attoriale, si profila come un viaggio nella mente e nel cuore di Carmelo Bene, artista iconoclasta e geniale. Con la regia di Samuele Rossi e l’interpretazione di Filippo Timi, il docu-film ripercorre la vita dell’attore e regista salentino. Grazie alla sua personalità istrionica e creatività poliedrica, l’uomo ha ribaltato ogni convenzione scenica e linguaggio tradizionale, guadagnandosi così il soprannome di “macchina attoriale” in quanto creatore totale dell’atto scenico.

Il nostro Eduardo invece lavora molto di più sulla dimensione intima. Dedicato ad Eduardo De Filippo, uno dei più amati attori e drammaturghi italiani del Novecento, la cui produzione – che ha segnato profondamente la tradizione teatrale nazionale – è ancora in grado di dialogare con il pubblico contemporaneo. Nato a Napoli nel 1900, nei suoi testi intrecciava espertamente comicità e riflessioni sulla condizione umana, mostrando un’attenzione acuta verso le dinamiche sociali e i legami familiari. Il documentario, diretto da Didi Gnocchi, prende forma attraverso i ricordi dei suoi tre nipoti Matteo, Tommaso e Luisella. Attraverso fotografie, lettere e filmati inediti – fino ad ora nascosti gelosamente dalla famiglia -, il pubblico si potrà immergere nella quotidianità dell’attore.

Questa doppia offerta di Sky Arte, oltre a commemorare due grandi del teatro italiano, ricorda come la scena, continui ad essere un ponte tra presente e passato e al servizio della riflessione, dell’incontro e della comunità.