Palazzo delle Esposizioni ospiterà la grande mostra di Damien Hirst

L'esposizione affronterà i temi cardine della ricerca di Hirst, permettendo al pubblico di confrontarsi con una delle figure più controverse del mondo dell'arte

Dopo l’esperienza della Quadriennale di Roma, Palazzo delle Esposizioni si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi della prossima stagione espositiva: una grande mostra dedicata a Damien Hirst, curata da Mario Codognato.

In programma dal 19 ottobre, l’esposizione – il cui titolo è ancora in fase di definizione – proporrà oltre 80 opere tra installazioni, sculture e dipinti, che offriranno al pubblico un ampio sguardo su uno degli artisti più influenti e controversi della scena contemporanea internazionale. Il percorso, concepito come un viaggio immersivo, affronterà vari temi cardine della ricerca di Hirst, come la fragilità della condizione umana, la ricerca della bellezza eterna, la seduzione del denaro e il mistero della fede. L’arrivo dell’artista britannico nelle sale del palazzo rafforza il ruolo dell’istituzione come protagonista nel panorama espositivo della capitale, con un calendario ricco e diversificato.

Nato a Bristol nel 1965, ha costruito nel corso di tre decenni una carriera capace di mettere costantemente in discussione le convenzioni estetiche e culturali legale all’arte, alla scienza e al mercato. Le sue opere, dalle celebri installazioni con animali immersi in formaldeide alle tele rotanti, affrontano direttamente questioni universali come la morte, la malattia e il desiderio umano dell’immortalità. Alcuni dei suoi lavori, pur non essendo definibili come tradizionalmente astratti, dimostrano un forte interesse verso il rapporto tra colore, struttura e casualità, elementi centrali nella ricerca dell’arte astratta. La sua capacità di coniugare rigore concettuale e forte impatto visivo, ha reso Damien Hirst una delle personalità più riconoscibili nell’immaginario contemporaneo.

La mostra a Palazzo delle Esposizioni offrirà al pubblico l’occasione di confrontarsi direttamente con una ricerca che continua a suscitare dibattito e riflessione, confermando il ruolo dell’istituzione come luogo privilegiato di dialogo con le principali voci dell’arte contemporanea internazionale.