Torna a Ferrara il Salone internazionale del Restauro

Giunto alla sua 31ª edizione, il Salone di Ferrara è un osservatorio privilegiato sul presente e il futuro del restauro

Per oltre trent’anni Ferrara si è fatta crocevia imprescindibile per chi opera nel delicato equilibrio tra conservazione e trasformazione del patrimonio culturale. Anche quest’anno, negli spazi di Ferrara Expo, il Salone internazionale del Restauro rinnova la propria vocazione di dispositivo critico capace di leggere le traiettorie di un settore in continua evoluzione.

L’Italia, in questo ambito, continua a esercitare una leadership che affonda le radici nella storia ma si proietta con decisione verso l’innovazione. Come ha sottolineato Angelo Crespi, direttore generale della Grande Brera, il sistema nazionale esporta competenze altamente specializzate, richieste nei maggiori musei del mondo, dal Metropolitan Museum di New York al Louvre. Una rete di professionalità che coniuga sapere artigianale e avanzamenti scientifici, come dimostra il progetto, in corso a Brera, di un laboratorio diagnostico interno dedicato alle indagini chimico-fisiche, destinato a ridefinire il rapporto tra ricerca e conservazione.

Eppure, a fronte di tale eccellenza, permane una contraddizione strutturale: quella di un mercato del lavoro incapace di assorbire pienamente le nuove generazioni formate negli istituti d’eccellenza. La proposta, provocatoria ma non priva di fondamento, di dotare ogni Comune di un restauratore, apre a una riflessione più ampia sul valore civico della tutela, intesa non come emergenza ma come pratica quotidiana di responsabilità collettiva.

Il Salone si conferma inoltre piattaforma di dialogo internazionale, grazie al contributo congiunto del Ministero degli Affari Esteri e di ICE Agenzia. Nonostante le tensioni geopolitiche, Ferrara accoglierà delegazioni sempre più eterogenee, con presenze significative dall’America Latina e dall’Africa. Un confronto che si concretizza in incontri business-to-business, ma anche in esperienze dirette nei cantieri di restauro dell’Emilia-Romagna, dove si rende visibile quella filiera complessa fatta di materiali, tecnologie e saperi che costituisce il vero capitale del settore.

Accanto a questo respiro globale, si sviluppa il lavoro capillare di Assorestauro, che da anni accompagna la manifestazione con uno spazio espositivo dedicato alle imprese associate. Qui il restauro si mostra nella sua dimensione operativa, tra progettualità condivise e pratiche di cantiere, mentre si delineano nuove geografie della cooperazione internazionale, dall’Asia centrale al Medio Oriente, in un contesto che resta tuttavia esposto alle incertezze del presente.

Non meno centrale è il tema della formazione e della sicurezza, affidato a Formedil, che propone un programma articolato tra aggiornamento professionale e coinvolgimento delle nuove generazioni. Il cantiere, in questa prospettiva, diventa luogo pedagogico oltre che operativo, spazio in cui si intrecciano competenze tecniche e consapevolezza del rischio.

La giornata inaugurale sarà segnata dagli Stati Generali del Restauro, dedicati ai grandi cantieri contemporanei, molti dei quali attivati grazie ai fondi del PNRR. Un’occasione per interrogarsi non solo sulle opportunità offerte da tali investimenti, ma anche sulle criticità di processi accelerati che rischiano di comprimere i tempi necessari alla riflessione progettuale, una tensione che attraversa oggi l’intero sistema.

Tra gli appuntamenti più attesi, il convegno promosso da Intesa Sanpaolo dedicato a “Restituzioni”, progetto che da oltre trent’anni rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato. La sua ventesima edizione, celebrata con una grande mostra romana, testimonia la continuità di un impegno che ha restituito alla collettività opere di straordinaria eterogeneità: dal raffinato Letto di Fossa di epoca ellenistica alla Croce dipinta del Trecento pisano, fino al monumentale Cavallo colossale di Canova, recentemente protagonista a Milano di una scenografica riscoperta.