L’artista, che doveva partecipare alla Art Week di Milano dal 13 al 19 aprile, è stato vittima di violenze da parte della polizia di Tamale, in Ghana. L’aggressione è avvenuta sabato 21 marzo, mentre l’uomo si trovava in macchina con la famiglia. Secondo il racconto fornito dalle autorità, gli agenti avrebbero usato la forza per farsi strada in mezzo al traffico intenso, causando un blocco stradale. Mahama avrebbe iniziato a filmare i poliziotti, scatenando così il conflitto culminato con il sequestro del cellulare e la violenza fisica.
Nonostante non siano ancora stati diffusi tutti i dettagli dell’accaduto, la notizia del suo ricovero in ospedale ha scatenato la reazione di varie istituzioni artistiche internazionali, che si sono schierate in difesa dell’artista. L’assessore alla Cultura di Milano Tommaso Sacchi, durante la conferenza stampa di presentazione dell’Art Week, ha espresso solidarietà a Mahama, una figura estremamente legata alla storia della città. Nel 2019 è stato infatti il protagonista di un intervento della Fondazione Trussardi, durante il quale aveva “impacchettato” i Castelli Daziari di Porta Venezia con i suoi iconici sacchi di juta. In una lettera aperta, firmata da vari centri artistici di Tamale – alcuni fondati dallo stesso Mahama -, si richiede un’indagine più approfondita dell’accaduto e di una presa di coscienza da parte delle autorità ghanesi, accusate di brutalizzare i cittadini e violare le leggi.

L’artista, nato nel 1987, intreccia nella sua pratica riflessioni sull’eredità del colonialismo, dell’economia globale e le disuguaglianze economiche, temi espressi attraverso installazioni monumentali realizzate con materiali di recupero come i sacchi di juta. Nel corso degli anni ha rafforzato la sua presenza nel mondo dell’arte, grazie soprattutto alla partecipazione alla Biennale di Venezia nel 2019 con il Padiglione del Ghana e alla realizzazione interventi in numerose istituzioni e spazi pubblici. Simultaneamente ha creato vari centri culturali indipendenti in Ghana, tra cui il Savannah Centre for Contemporary Art, dedicato alla conservazione e alla valorizzazione delle pratiche artistiche contemporanee nel Paese.

L’artista, costretto a cancellare vari eventi a causa dell’aggressione, ha sollevato pesanti accuse contro le autorità coinvolte nella vicenda, scegliendo di proseguire per vie legali. Dall’altro canto, la polizia ha respinto ogni accusa, sostenendo che l’incidente sia scaturito soltanto in risposta al rifiuto di collaborazione da parte di Mahama.


