Nel quartiere di Novoli – che sta vivendo un forte processo di rigenerazione urbana – ha aperto MOTEL, uno spazio in cui la memoria industriale si intreccia con l’attuale vita frenetica della Manifattura. La realtà arricchisce l’offerta culturale del distretto, invitando il pubblico a scoprire il suo programma ricco di eventi, incontri e mostre.
Presentato il 18 marzo in presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze Giovanni Bettarini, di Michelangelo Giombini, Head of Product Development & CEO Manifattura Placemakers, dell’artista Patrick Tuttofuoco, dell’architetto founder dello studio q-bic Luca Baldini e di Daniela Ardenghi, curatrice dei percorsi dedicati alla storia del complesso, MOTEL conserva l’architettura industriale originale, proponendosi come spazio versatile, adatto ad accogliere eventi, esperienze e linguaggi eterogenei. Il nome stesso richiama questa natura ibrida: ispirato ai Motor hotel americani, spesso situati lungo le autostrade, evoca un luogo di passaggio fatto di dialoghi inaspettati e incontri che possono cambiare completamente la rotta del viaggio.

Il trittico di Patrick Tuttofuoco
All’ingresso dell’edificio si trova Hercules, scultura realizzata da Patrick Tuttofuoco: un trittico che raffigura due occhi rivolti verso chi entra, dominati da un’orchidea che segna l’equilibrio tra dimensione maschile e femminile. La ricerca dell’artista indaga il rapporto tra l’individuo e la sua capacità di influenzare l’ambiente che lo circonda, poetica che si riflette perfettamente con gli spazi industriali della struttura che la ospita.

Un allestimento reinterpreta il concetto di ospitalità
La struttura è stata ideata dallo studio di progettazione fiorentino q-bic – che si è anche occupato della realizzazione della Factory e dei soft residenziali Puro – per accogliere qualsiasi tipo di progetto, da sfilate di moda e shooting fotografici fino ai set cinematografici ed eventi aziendali. Lo studio ha realizzato un allestimento capace di condensare l’estetica dei motel americani e la natura industriale dello spazio. MOTEL si articola attraverso spazi autonomi ma interconnessi, capaci di generare una sensazione di fluidità e dinamicità. Tra gli ambienti più suggestivi si trova un Caveau, che custodisce e racconta la storia della Manifattura Tabacchi grazie a macchinari, utensili e materiali di fabbrica, che sono stati catalogati ed esposti al pubblico. L’idea di ospitalità dei motel, legata spesso ad un’idea di una permanenza breve, viene reinterpretata come esperienza temporanea: il pubblico viene invitato ad attraversare spazi non lineari, favorendo una lettura libera e informale dove il movimento degli individui diventa parte integrante del progetto

Un calendario pieno di eventi
Lo spazio ospiterà una serie di iniziative promosse dalla Manifattura Tabacchi: il primo appuntamento, Botanica Urbana, due giornate organizzate in collaborazione con Società Toscana di Orticultura – il 21 e il 22 marzo – dedicate al mondo delle piante, con oltre venti espositori provenienti da tutta Italia. A giugno invece, MOTEL presenterà Paper/Northern Lights, installazione dell’architetto e artista fiorentino Gianni Pettena, curata da Davide Giannella, con display di Specific, collettivo fondato dagli artisti Patrick Tuttofuoco e Andrea Sala, dal regista, l’autore Nic Bello e dalla food designer Alessandra Pallotta, a cui si sono affiancati gli artisti Gabriele Bianchi e Martina Ferrari in qualità di collaboratori. Realizzata nel 1971 al Minneapolis College of Art and Design, l’opera consiste in lunghe strisce di carta sospese dal soffitto che riempiono lo spazio. Il pubblico è invitato a intervenire tagliando il materiale con le forbici e creando così percorsi personali e un’architettura temporanea in continua trasformazione. L’azione dei visitatori diventa parte integrante dell’opera, generando un ambiente mutevole che cambia nel tempo.
MOTEL, una realtà che intreccia arte, architettura e design, si apre al pubblico come uno spazio di passaggio e incontro. Tra tracce del passato industriale e nuove possibilità creative, il progetto diventa così un laboratorio temporaneo di esperienze, capace di accogliere eventi, storie e visioni.



