Olafur Eliasson porta a Salt Lake City una sinfonia di suoni in via di estinzione

Dal 26 marzo al 4 aprile, l’artista presenta un’installazione immersiva che intreccia luce e registrazioni ambientali del lago nello Utah

Olafur Eliasson torna a confrontarsi con i temi della percezione e della crisi ambientale con A symphony of disappearing sounds for the Great Salt Lake, un’imponente installazione site-specific che sarà presentata dal 26 marzo al 4 aprile nel parco di Memory Grove, a Salt Lake City. L’opera, fruibile ogni sera dopo il tramonto, unisce una composizione musicale originale a una proiezione luminosa che si dispiega sulla superficie di una grande sfera sopraelevata, trasformando lo spazio urbano in un ambiente immersivo e contemplativo.

Al centro del progetto vi è il suono: una partitura elettronica costruita a partire da registrazioni ambientali dell’ecosistema del Great Salt Lake. Eliasson intreccia materiali d’archivio e nuove registrazioni realizzate appositamente per l’occasione, restituendo al pubblico un paesaggio acustico fragile, in progressiva scomparsa. Trasportati nel contesto cittadino, questi suoni diventano testimonianze sensibili di un equilibrio compromesso, rendendo percepibile ciò che rischia di essere perduto.

L’opera segna la prima presenza dell’artista islandese-danese nell’area dell’Intermountain West e rappresenta il momento culminante di Wake the Great Salt Lake, un programma biennale di arte pubblica dedicato alla drammatica riduzione del lago. Promosso dal Salt Lake City Arts Council, dall’ufficio del sindaco e sostenuto dal Bloomberg Philanthropies Public Art Challenge, il progetto ha coinvolto dodici artisti locali e legati allo Utah, chiamati a riflettere sulla crisi ambientale e sulle prospettive future del territorio.

Da sempre interessato ai fenomeni naturali e alla loro percezione, Eliasson ha costruito una pratica artistica che mette in dialogo esperienza estetica e consapevolezza ecologica. Dalla celebre installazione The weather project (2003) alla Tate Modern, con il suo sole artificiale immerso nella nebbia, fino a Ice Watch, che ha portato blocchi di ghiaccio groenlandese nelle città europee, il suo lavoro invita il pubblico a confrontarsi fisicamente con le trasformazioni climatiche. Più recentemente, con Lifeworld (2024), ha diffuso immagini sfocate in spazi urbani globali, destabilizzando la percezione visiva quotidiana.

Con A symphony of disappearing sounds, Eliasson prosegue questa ricerca, spostando l’attenzione dall’immagine al suono e proponendo un’esperienza in cui l’ascolto diventa atto politico oltre che estetico. In un momento in cui il Great Salt Lake si trova in condizioni critiche, l’opera non si limita a rappresentare una crisi, ma la rende sensorialmente presente, invitando il pubblico a interrogarsi sul proprio rapporto con l’ambiente e sulla responsabilità condivisa nei confronti di ciò che, silenziosamente, sta scomparendo.