Una colonna di fumo scuro visibile da diversi punti della città ha interrotto la quiete dei Giardini della Biennale di Venezia nella mattinata di oggi, 18 marzo. A prendere fuoco è stato il padiglione della Serbia, uno degli edifici storici che costellano l’area espositiva internazionale. Le fiamme si sono sviluppate poco prima delle 10, interessando in particolare il tetto della struttura, dove erano in corso lavori di ristrutturazione. La dinamica è ancora in fase di accertamento, ma tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un guasto o di un malfunzionamento legato al cantiere.
L’intervento dei vigili del fuoco è stato rapido e ha permesso di contenere il rogo prima che si estendesse ad altre parti del padiglione o agli edifici circostanti. Non si registrano feriti, un elemento che ha evitato conseguenze più gravi in un’area che, soprattutto nei periodi di apertura, è tra le più frequentate della città. L’episodio arriva in un momento particolarmente delicato per la Biennale di Venezia, già al centro del dibattito internazionale in vista della 61ª Esposizione d’Arte, prevista da maggio a novembre 2026. I Giardini, cuore storico della manifestazione, ospitano infatti i padiglioni nazionali, ciascuno rappresentativo di un Paese e parte integrante della struttura identitaria dell’evento.
Il padiglione serbo, coinvolto nell’incendio, è uno degli spazi che nel tempo hanno contribuito a definire la dimensione internazionale della Biennale, una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo. Resta ora da valutare l’entità dei danni e le eventuali ripercussioni sui lavori in corso e sulla programmazione futura. In attesa degli accertamenti ufficiali, l’incendio riporta l’attenzione su un aspetto spesso marginale ma cruciale: la fragilità materiale di un sistema espositivo storico, continuamente attraversato da cantieri, trasformazioni e allestimenti.



