ICOM ha aggiornato il Codice etico dei musei

Dall'IA alla crisi climatica, fino alla restituzione delle opere. Il nuovo Codice etico approvato dall'ICOM ridefinisce il ruolo dei musei alla luce delle sfide contemporanee

L’International Council of Museums (ICOM) ha approvato una nuova versione del proprio Codice etico, il documento che definisce gli standard professionali per i musei di tutto il mondo. Il testo, adottato durante la 41ª Assemblea generale dell’organizzazione a Parigi con l’85,9% dei voti favorevoli, sostituisce la precedente versione del 2004 e conclude un percorso di revisione durato oltre cinque anni. L’aggiornamento nasce dall’esigenza di adeguare il ruolo dei musei ai profondi cambiamenti della società contemporanea. Tra i temi affrontati figurano l’impatto delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, la crisi climatica, i diritti delle popolazioni indigene, il lascito del colonialismo e le richieste di restituzione dei beni culturali.

Secondo ICOM, le istituzioni museali dovranno adottare un approccio sempre più inclusivo e partecipativo, coinvolgendo le comunità nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio culturale e riconoscendo la pluralità delle conoscenze e delle identità. Il nuovo Codice richiama inoltre l’attenzione sull’uso responsabile delle tecnologie digitali, invitando i musei a tutelare la proprietà intellettuale e i diritti delle comunità indigene nell’impiego di strumenti innovativi, compresa l’intelligenza artificiale.

Tra le novità figura anche una profonda revisione della struttura del documento. Gli otto principi presenti nel Codice del 2004 vengono infatti riorganizzati in cinque aree fondamentali: servizio alla società, professionalità, educazione, gestione delle collezioni e governance. Il testo ribadisce l’obbligo di prevenire ogni conflitto di interessi. Ogni museo dovrà rendere pubbliche le proprie regole sull’accettazione di donazioni, prestiti, favori e altri benefici. Inoltre, i professionisti del settore non potranno promuovere commercianti, case d’asta o periti, né partecipare direttamente o indirettamente al commercio di beni culturali a fini di profitto.

Sul fronte dei finanziamenti, il Codice riconosce la possibilità per i musei di sviluppare attività economiche, purché queste non compromettano l’indipendenza scientifica e culturale delle istituzioni né le espongano a pressioni politiche o finanziarie. Per quanto riguarda la restituzione delle opere e dei reperti, ICOM invita i musei a rispondere con tempestività e trasparenza alle richieste di rimpatrio, nel rispetto delle normative vigenti.

Tra le modifiche più significative evidenziate dagli esperti figura la scomparsa del principio che, nella precedente versione, imponeva ai musei di operare esplicitamente nel rispetto della legge. Il Comitato Affari Legali di ICOM ha precisato che la dimensione giuridica non viene abbandonata, ma sarà disciplinata da specifiche linee guida vincolanti, attualmente in fase di elaborazione, che affiancheranno il nuovo Codice etico.