Vittoriale, Mausoleo e Auditorium riaprono al pubblico dopo il restauro

Grazie agli interventi, il Vittoriale si prepara ad una nuova stagione piena di eventi tra mostre, installazioni ed incontri culturali

Dopo i lunghi lavori di restauro e di illuminazione, il Mausoleo e l’Auditorium del Vittoriale degli italiani hanno finalmente aperto le loro porte al pubblico. Nel corso del weekend, la Fondazione ha celebrato questo momento con l’evento Fatica senza fatica, una tappa significativa nel percorso di valorizzazione e rilancio dell’intero complesso museale.

Il Mausoleo, ideato dall’architetto Gian Carlo Maroni, rappresenta il cuore pulsante del Vittoriale: la struttura imponente, che domina sul resto del parco monumentale, condensa i valori dannunziani di memoria, impegno ed eroismo. A causa della continua esposizione agli agenti atmosferici, l’edificio ha subito un naturale deterioramento, che ha reso indispensabile l’intervento di restauro. Il nuovo sistema di illuminazione scenografica, realizzato in collaborazione con A2A, contribuisce ad impreziosire la struttura, esaltando la potenza plastica del Mausoleo. La luce mette in risalto la pietra bianca, mentre piccoli punti luminosi guidano lo sguardo dei visitatori, creando un percorso che sottolinea la forza simbolica del monumento, ad oggi visibile anche dopo il tramonto.

Parallelamente, l’Auditorium ha attraversato un processo di trasformazione completa grazie al progetto dell’architetto Angelo Bucarelli. Nuovi materiali, finiture curate e impianti moderni restituiscono allo spazio la coerenza stilistica con lo Schifamondo e la Sala dei Calchi, superando le differenze create dagli interventi avvenuti negli anni ’70. Il blu profondo e il rosso dei nuovi rivestimenti dialogano apertamente con le installazioni di Ugo Riva, dei pannelli tridimensionali popolati da uccelli in ceramica e fusione in alluminio dorato. I lavori omaggiano il volo su Vienna di D’Annunzio e il velivolo SVA, restaurato per l’occasione.

Durante l’inaugurazione dello spazio, insieme all’editore e Premio del Vittoriale Nicola Crocetti, è stato presentato il volume Gabriele D’Annunzio. Dolci le mie parole, che raccoglie delle sue poesie, scelte e introdotte dal presidente della Fondazione Giordano Bruno Guerri. L’Auditorium ha inoltre ospitato la presentazione dei documenti originali del Patto Marino, acquisiti recentemente dagli archivi del Vittoriale. Tra questi figurano 105 fogli firmati da Gabriele D’Annunzio, che comprendono anche tre bozze di telegrammi indirizzati a Benito Mussolini.

La riapertura di questi edifici rappresenta il primo passo di un fitto programma di iniziative ed incontri culturali che invitano a riscoprire il Vittoriale sotto una nuova luce, tra arte, memoria e creatività. Alla casa di d’Annunzio, la mostra Ugo Mulas. Ossi di Seppia. Per Eugenio Montale intreccia fotografia, poesia e memoria del luogo, creando un dialogo ideale tra tre protagonisti della cultura italiana. L’Auditorium ospita invece Dentro lo sguardo di Lorenzo Capellini, una selezione di 99 scatti che ripercorrono anni di esperienza internazionale. Al Mas e a Villa Mirabella, la mostra Piegare il piombo, costruire la luce di Umberto Mariani, curata da Giordano Bruno Guerri, esplora le celebri superfici in lamina di piombo piegate e modellate, dove materia, struttura e luce si fondono armoniosamente con l’architettura del Vittoriale. Infine, a Casa CamaPagine di Emanuele Gregolin trasforma vecchie pagine di giornale in superfici pittoriche.