La New York Academy of Art torna al centro di una vicenda che continua a interrogare il rapporto tra filantropia, reputazione e responsabilità istituzionale nel sistema dell’arte. L’accademia ha infatti annunciato che donerà 65.900 dollari, fondi collegati al finanziere Jeffrey Epstein, a un’organizzazione non profit impegnata nel sostegno alle vittime della tratta di esseri umani. La decisione arriva in seguito alla diffusione di nuovi documenti federali che fanno luce sui legami tra Epstein e diverse istituzioni culturali statunitensi. In una comunicazione inviata a studenti ed ex allievi, il consiglio dell’accademia ha riconosciuto “gravi errori di giudizio e di governance” nel mantenere rapporti con Epstein anche dopo che le accuse penali a suo carico erano divenute pubbliche.

Non si tratta della prima misura di questo tipo: in passato l’istituzione aveva già reindirizzato altri 30.000 dollari provenienti dal finanziere verso finalità filantropiche alternative. L’episodio si inserisce in un più ampio processo di revisione interna che l’accademia ha dichiarato di voler avviare, con particolare attenzione alle politiche di raccolta fondi e alle modalità di relazione con i grandi donatori.
Il legame tra Epstein e la New York Academy of Art risale agli anni Novanta. Il finanziere fece parte del consiglio direttivo dell’istituzione e continuò a frequentarne gli eventi anche negli anni successivi. Secondo i documenti recentemente resi pubblici, Epstein partecipò a importanti appuntamenti di raccolta fondi come il Tribeca Ball e l’asta benefica Take Home a Nude, una delle iniziative più note dell’accademia. In alcune comunicazioni interne, inoltre, emergerebbe l’interesse dell’istituzione a coinvolgerlo nel sostegno a programmi di borse di studio.
Particolarmente delicato è il fatto che alcune di queste interazioni sarebbero proseguite anche dopo le indagini condotte in Florida che collegavano Epstein allo sfruttamento sessuale di minorenni. Le rivelazioni hanno riacceso l’attenzione sulla leadership dell’accademia, in particolare sul ruolo della presidente del consiglio, Eileen Guggenheim. Alcune email contenute nei documenti federali suggerirebbero che Guggenheim lo abbia invitato a eventi e incoraggiato a mantenere un rapporto con l’istituzione negli anni successivi. L’accademia ha dichiarato che Guggenheim lascerà la presidenza del consiglio con un mese di anticipo rispetto alla data prevista, pur sottolineando che le sue dimissioni erano già state programmate per quest’anno.

Fondata nel 1982, tra gli altri, anche da Andy Warhol, la New York Academy of Art è nata con l’obiettivo di rilanciare la tradizione della pittura figurativa in un contesto dominato dall’arte concettuale. Nel corso dei decenni è diventata un punto di riferimento nel panorama artistico newyorkese, anche grazie a eventi mondani e raccolte fondi che riuniscono collezionisti, artisti e personalità della società culturale della città. Tuttavia il rapporto con Epstein non era nuovo alle polemiche. Già nel 2020 l’accademia aveva presentato pubbliche scuse all’artista ed ex studentessa Maria Farmer, che ha dichiarato di aver conosciuto Epstein attraverso l’istituzione e di aver successivamente denunciato abusi da parte sua e della collaboratrice Ghislaine Maxwell.
Nel messaggio più recente alla comunità accademica, la New York Academy of Art ha annunciato la creazione di un comitato etico incaricato di riesaminare le politiche relative ai donatori e alle attività filantropiche.



