A Londra riaprono al pubblico le Gilbert Galleries del Victoria and Albert Museum, rinnovate e ampliate per accogliere nuovamente una delle più straordinarie collezioni di arti decorative al mondo. Gli spazi permanenti sono dedicati alla raccolta dei filantropi britannici Rosalinde e Arthur Gilbert, una collezione che riunisce circa 1.200 opere tra argenti, oggetti preziosi e capolavori dell’arte decorativa europea.

Tra questi, un posto speciale è occupato dal micromosaico, tecnica raffinata che nell’Ottocento trovò in Italia uno dei suoi centri più prolifici e celebrati. Gioielli, tabacchiere, ritratti e tavoli decorati raccontano la straordinaria abilità dei maestri mosaicisti che, utilizzando migliaia di minuscole tessere di vetro, riuscivano a comporre vedute urbane, paesaggi, animali e scene storiche con una precisione sorprendente.
La riapertura delle gallerie diventa anche l’occasione per rinnovare il dialogo tra questa tradizione storica e la ricerca contemporanea. A contribuire al nuovo allestimento è infatti SICIS, azienda con sede a Ravenna riconosciuta a livello internazionale per la sua eccellenza nel mosaico e nel micromosaico, che da anni lavora per reinterpretare questa tecnica antica attraverso linguaggi e applicazioni attuali. «Siamo onorati di collaborare ancora una volta con il Victoria and Albert Museum – afferma Gioia Placuzzi, COO di SICIS – Il micromosaico è una delle forme più sofisticate dell’arte decorativa europea. Con il nostro lavoro vogliamo contribuire a preservare questa straordinaria tradizione e allo stesso tempo dimostrare come possa continuare a evolversi attraverso nuove interpretazioni artistiche e progettuali».


La collaborazione con il museo londinese prosegue un rapporto avviato nel 2018, quando durante una lecture dedicata alla collezione Gilbert i maestri mosaicisti dell’atelier ravennate realizzarono una placca in micromosaico interamente a mano, riproducendo una porzione del celebre tavolo ottocentesco The Flora of Two Sicilies, capolavoro di Michelangelo Barberi conservato proprio al V&A. Un lavoro minuzioso, durato tre mesi, che oggi entra a far parte del percorso espositivo.
Nel nuovo allestimento il pubblico può osservare da vicino anche il processo di lavorazione del micromosaico grazie a un’installazione didattica e interattiva. Filati di vetro, smalti, materie prime e strumenti utilizzati dagli artigiani permettono di comprendere come nascano le minuscole tessere che compongono queste immagini in miniatura e come vengano selezionate e assemblate per ottenere sfumature e dettagli di straordinaria ricchezza cromatica.

Accanto ai materiali esposti trova spazio anche un’opera realizzata a mano dai maestri mosaicisti di SICIS, che riproduce una porzione del grande tavolo The Flora of Two Sicilies. Collocata in dialogo con l’originale storico, l’opera sottolinea la continuità tra passato e presente, dimostrando come la tecnica del micromosaico possa ancora oggi essere terreno di ricerca artistica. Fondata a Ravenna, città simbolo dell’arte musiva, SICIS continua a sviluppare questa tradizione attraverso il lavoro dei propri maestri mosaicisti, applicandola non solo all’arte ma anche al design, all’architettura e alla gioielleria. La collaborazione con il Victoria and Albert Museum diventa così un ponte ideale tra la grande stagione del micromosaico ottocentesco e le possibilità espressive della contemporaneità, riaffermando il ruolo dell’Italia come punto di riferimento internazionale per questa antica arte.


