Versailles celebra il film Marie Antoinette con una grande mostra

A venti anni dal suo debutto, la mostra ripercorre il dietro le quinte e l'impatto culturale del film in un incontro tra cinema e storia

Sono trascorsi ormai vent’anni da quando il mondo del cinema rimase incantato dal film cult firmato da Sofia Coppola, con Kristen Dunst nei panni della celebre regina di Francia, ma l’opera continua ad influenzare la percezione moderna di Maria Antonietta. Il Castello di Versailles, per celebrare l’anniversario, ha deciso di dedicare una mostra speciale al film – intitolata Marie Antoinette by Sofia Coppola -, che prenderà vita nel Petit Trianon, uno degli spazi più intimamente legati alla sovrana, dal 22 settembre fino al 24 gennaio 2027.

A curare il percorso espositivo saranno Laurent Salomé, direttore del Musée national des châteaux de Versailles et de Trianon, e la storica dell’arte Hélène Delalex. L’idea è di guidare i visitatori attraverso il dietro le quinte e l’impatto culturale del lungometraggio, tra costumi originali, scenografie, fotografie di set e sceneggiature annotate. Uno degli aspetti più affascinanti della mostra sarà proprio l’incontro tra cinema e storia: all’interno del Petit Trianon – che al tempo ospitò le riprese -, il pubblico potrà vedere alcune scene proiettate nello spazio, vivendo un’esperienza che permette di rivivere il film nei luoghi autentici della sua realizzazione. Questa iniziativa si inserisce in un percorso più ampio dedicato alla riscoperta di Maria Antonietta, considerata adesso un’icona di stile. Negli ultimi anni il suo immaginario ha ispirato esposizioni internazionali, tra cui la grande mostra Marie Antoinette Style al Victoria and Albert Museum di Londra, dedicata al suo lascito estetico dal XVIII secolo fino ai giorni nostri.

Quando debuttò in sala nel 2006, Marie Antoinette suscitò reazioni contrastanti: molti criticarono il suo tono zuccheroso, mentre altri lo celebravano come un’audace interpretazione che trasportava la regina in un contesto contemporaneo. La regista infatti aveva scelto di raccontare la corte di Versailles con uno sguardo “pop”, quasi adolescenziale, mescolando fedeltà storica e sensibilità moderna: canzoni che passavano alla radio in quegli anni accompagnavano ogni scena, i colori pastello dominavano la fotografia. Il film, che ha vinto l’Oscar per i migliori costumi grazie al lavoro di Milena Canonero, è diventato nel tempo un punto di riferimento per l’immaginario visivo.

Con questa nuova mostra, Versailles sembra voler riconoscere ufficialmente come il cinema abbia contribuito a costruire l’immagine moderna della regina: un personaggio storico che, oscillando tra documentazione e mito pop, continua a ispirare reinterpretazioni artistiche in ogni epoca.