Arte contemporanea nei musei pubblici, il MiC lancia il PAC 2026 da 3 milioni

Nuovo bando della Direzione Generale Creatività Contemporanea: finanziamenti per acquisizioni, produzioni artistiche e valorizzazione delle donazioni nelle collezioni pubbliche italiane

Rafforzare le collezioni pubbliche, sostenere la produzione artistica e colmare alcune lacune della storia recente dell’arte nei musei italiani. Sono questi gli obiettivi del PAC 2026 – Piano per l’Arte Contemporanea, il programma promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, che torna anche quest’anno con una dotazione complessiva di 3 milioni di euro destinati alle istituzioni culturali pubbliche.

Il Piano per l’Arte Contemporanea, istituito nel 2001, rappresenta uno degli strumenti principali con cui lo Stato interviene per incrementare il patrimonio pubblico dedicato alle arti visive contemporanee. L’obiettivo è quello di sostenere musei e istituzioni nell’ampliamento e nell’integrazione delle loro raccolte, permettendo l’ingresso nelle collezioni pubbliche di opere e progetti capaci di raccontare le ricerche artistiche degli ultimi decenni.

Il bando si rivolge a musei, istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica, ma anche a fondazioni o istituzioni promosse da enti pubblici e ai soggetti senza scopo di lucro che gestiscono spazi culturali pubblici. Tutti devono essere titolari di una collezione o comunque in grado di destinare le opere acquisite o prodotte al patrimonio pubblico.

PAC 2026, tre linee di intervento per rafforzare le collezioni pubbliche

Nel dettaglio, il PAC 2026 sostiene tre tipologie di intervento: l’acquisizione di opere d’arte contemporanea e di archivi o nuclei collezionistici; la produzione di nuove opere attraverso progetti di committenza; e la valorizzazione delle donazioni ricevute negli ultimi anni dalle istituzioni culturali. Attraverso queste linee di finanziamento il programma punta a favorire non solo l’ingresso di nuove opere nelle collezioni pubbliche, ma anche lo sviluppo di progettualità curatoriali capaci di dialogare con il presente.

Più che un semplice bando, il PAC si inserisce all’interno di una strategia più ampia con cui la Direzione Generale Creatività Contemporanea sostiene il sistema dell’arte italiana. Accanto a programmi dedicati alla promozione internazionale, come l’Italian Council, il Piano si concentra infatti sul rafforzamento delle collezioni pubbliche, riconoscendo ai musei un ruolo centrale nella conservazione e nella trasmissione della produzione artistica contemporanea.

In un panorama in cui l’arte del presente fatica spesso a trovare spazio stabile nelle raccolte pubbliche, il PAC continua dunque a rappresentare uno degli strumenti più concreti per colmare il divario tra produzione artistica e patrimonio museale, contribuendo a costruire, opera dopo opera, la memoria culturale del nostro tempo.