Apre oggi al pubblico al Castello Sforzesco la Galleria Antico Egitto che, attraverso un rinnovamento dell’allestimento e degli apparati interpretativi, restituisce alla città di Milano una collezione che conta più di 300 reperti. Il nuovo percorso espositivo offre ai visitatori una visione completa di oltre quattro millenni di storia grazie a oggetti e documenti che ricostruiscono l’evoluzione di una delle civiltà più longeve e affascinanti del mondo antico. Il riallestimento condensa indagini scientifiche, interventi di conservazione e una nuova narrazione museale ideata per rendere accessibili i tesori del patrimonio delle raccolte civiche milanesi.
In tutto la collezione comprende circa tremila oggetti – tra cui 80 esposti per la prima volta al pubblico – frutto di donazioni, acquisizioni e campagne di scavo iniziate quasi due secoli fa. Le origini del patrimonio risalgono infatti a circa due secoli fa, un periodo in cui l’egittomania si era diffusa rapidamente negli ambienti culturali europei. I primi reperti arrivarono a Milano tramite il Gabinetto Numismatico e la Biblioteca di Brera, gettando le basi per quella che sarebbe diventata una delle raccolte egizie più importanti d’Italia. Nel corso degli anni si sono aggiunti oggetti donati da collezionisti privati e ritrovati durante campagne di scavo condotte da studiosi milanesi, come quelle degli anni Trenta portate avanti dal papirologo Achille Vogliano. Durante queste ricerche furono portati alla luce importanti complessi templari e statue faraoniche, tra cui una raffigurazione di Amenemhat III, oggi considerato uno dei pezzi più significativi della raccolta.

Il nuovo spazio espositivo, progettato dall’architetto Markus Scherer, trae ispirazione dalla sala ipostila dei templi egizi: le vetrine a tutta altezza richiamano le colonne espositive, ricreando l’ambiente solenne che si respirava nei luoghi sacri dell’antico Egitto. Materiali come la pietra di Brera, superfici scure e vetri estremamente chiari generano una penombra che valorizza i dettagli decorativi dei reperti. Il percorso museale è diviso in sei sezioni tematiche che indagano la vita quotidiana, le credenze funerarie, il rapporto con il divino, la storia delle campagne di scavo, il periodo greco-romano e l’età copta. Tra i pezzi più importanti spicca un papiro appartenuto al sacerdote e scriba reale Hornefer, databile al III secolo a.C. Il rotolo, lungo circa sei metri e contenente oltre sessanta formule accompagnate da vignette illustrative, fu esaminato anche da Jean-François Champollion durante la sua visita a Milano nel 1825. Ora è esposto in una teca lunga quasi sette metri, con illuminazione temporizzata per garantirne la conservazione.

Altro nucleo di grande rilievo è rappresentato dalla mummia e dai sarcofagi di Peftjauauiaset, risalenti tra il 712 e il 525 a.C. Arrivati a Milano nel 1830 come dono del console generale d’Austria in Egitto, comprendono la mummia avvolta in lino, un sarcofago antropomorfo dipinto e stuccato e una cassa rettangolare. Le decorazioni riportano figure divine e iscrizioni geroglifiche che invocano protezione per il defunto, tra cui le raffigurazioni della dea del cielo Nut e di Nefti con le ali spiegate. Tra le novità del riallestimento figurano il Papiro Busca, giunto in Italia nel 1826 e recentemente restaurato, e la ricostruzione della cappella della dea Renenutet, legata agli scavi condotti da Achille Vogliano nel Fayum. Accanto ai materiali funerari sono esposti bronzetti votivi, vasi canopi, amuleti e stele che documentano le pratiche religiose e la vita quotidiana degli antichi Egizi.

Nuovi pannelli tematici e strumenti interattivi, pensati per tutte le fasce del pubblico, sono stati introdotti a supporto dell’esposizione. L’applicazione PERVIVAL, sviluppata dal Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano con il sostegno di Fondazione Cariplo, accompagna i visitatori nell’esplorazione dei rituali funerari egizi attraverso contenuti digitali e ricostruzioni multimediali. In occasione della riapertura sarà rafforzata anche l’offerta educativa, con l’istituzione di nuovi laboratori, visite guidate e attività dedicate a scuole e famiglie.



