Il Museo del Novecento di Milano rafforza il proprio impegno sul fronte dell’accessibilità con un nuovo progetto pensato per ampliare la partecipazione del pubblico alle collezioni. L’iniziativa prevede la realizzazione di sei video in Lingua dei Segni Italiana (LIS) dedicati ad altrettanti capolavori della collezione permanente, insieme a un programma di visite inclusive pensato per le persone sorde e per tutti coloro che desiderano fruire del museo con modalità di mediazione culturale differenti.



I contenuti video, sviluppati in collaborazione con operatori specializzati nell’accessibilità museale, sono integrati nella webapp del museo e permettono di approfondire alcune opere chiave del percorso espositivo attraverso una narrazione visiva in LIS. L’obiettivo è rendere il patrimonio artistico accessibile anche alle persone con disabilità uditiva, offrendo strumenti che favoriscano una comprensione diretta delle opere e del contesto storico-artistico in cui sono state realizzate.
Il Museo del Novecento, ospitato nel Palazzo dell’Arengario in piazza Duomo, conserva una delle più importanti raccolte dedicate all’arte italiana del XX secolo, con centinaia di opere che attraversano movimenti e ricerche artistiche del secolo scorso. Le nuove risorse digitali si inseriscono dunque in un contesto museale già ricco e articolato, offrendo ulteriori strumenti di interpretazione e di accesso alle collezioni. Accanto ai video, il museo propone anche visite guidate inclusive, condotte da guide segnanti e accompagnate da interpreti, che consentono di esplorare le principali tappe dell’arte del Novecento, dall’astrattismo alle sperimentazioni informali, attraverso un linguaggio pensato per coinvolgere direttamente la comunità sorda.
Il progetto rientra in una più ampia strategia di apertura e partecipazione che sempre più istituzioni culturali stanno adottando, con l’obiettivo di superare le barriere linguistiche e sensoriali nella fruizione del patrimonio. In questa prospettiva, il museo milanese si conferma uno dei luoghi simbolo della cultura milanese non solo per la qualità delle sue collezioni, ma anche per l’attenzione crescente verso un museo realmente accessibile a tutti.


