Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma il tempo non procede come una linea continua, ma si apre come uno spazio da attraversare. Con la mostra Time Garden, visitabile dal 7 marzo all’8 aprile, l’artista cinese Gulistan porta negli ambienti del museo una ricerca pittorica che nasce dall’incontro tra tradizioni visive differenti, mettendo in relazione l’eredità culturale della Via della Seta con la storia dell’arte occidentale.


Curata da Gabriele Simongini, la mostra riunisce circa quarantacinque opere che raccontano una pratica artistica fondata sull’idea di attraversamento: geografico, culturale e interiore. Il viaggio è infatti uno dei nuclei centrali del lavoro di Gulistan. L’artista ha studiato e percorso i territori della storica rotta eurasiatica, partecipando anche a ricerche archeologiche nell’area di Dunhuang, uno dei luoghi simbolo degli scambi tra Oriente e Occidente. Da queste esperienze nasce una pittura che rielabora paesaggi, rovine e tracce della memoria storica, trasformandoli in immagini sospese tra presenza e dissolvenza.



Il titolo della mostra suggerisce la prospettiva con cui l’artista affronta il tema del tempo. Per Gulistan il tempo non è una successione lineare di eventi, ma un giardino in cui epoche, memorie e simboli convivono e si stratificano. Le sue opere diventano così frammenti di una memoria più ampia, in cui passato e presente si intrecciano. Le figure emergono leggere nello spazio pittorico, circondate da paesaggi evanescenti, segni calligrafici e tracce visive che rimandano a una dimensione culturale condivisa. Uno degli aspetti più interessanti della sua ricerca è il dialogo costante tra tradizioni artistiche diverse.

Nelle sue tele si percepisce l’influenza della pittura cinese, con la sua attenzione al vuoto, alla sospensione e alla dimensione contemplativa dell’immagine. Allo stesso tempo emergono riferimenti alla modernità europea, non solo sul piano formale ma anche nell’idea di pittura come campo di tensione tra apparizione e assenza. In questo senso il confronto con autori presenti nella collezione del museo, diventa parte di un dialogo visivo che attraversa epoche e geografie.




Questo incontro tra linguaggi si riflette anche nelle tecniche utilizzate dall’artista. Gulistan combina pigmenti e materiali differenti, unendo la pittura a olio con colori a base d’acqua e suggestioni provenienti dai murales di Dunhuang. Ne nasce una superficie pittorica stratificata, in cui segni e forme sembrano emergere e dissolversi, come tracce di un tempo in continua trasformazione. Al centro della sua ricerca rimane l’esperienza del camminare. Attraversare paesaggi, osservare i luoghi, ascoltare le stratificazioni storiche degli spazi diventa per l’artista una pratica di conoscenza e insieme un metodo creativo. Le opere sembrano infatti nascere proprio da questa dimensione del movimento, come se la pittura fosse il luogo in cui si depositano ricordi di viaggio, visioni e frammenti di storia.

All paintings Time Garden, Via China, EU Art Foundation


