Lo storico Palazzo Te di Mantova ingrandisce la sua offerta, spaziando dall’arte cinquecentesca, che invade i saloni interni ospitando alcuni nomi della contemporaneità, al nuovissimo bistrot inaugurato di recente. Palazzo Te non è solo un’istituzione ma ancor di più un «luogo d’incontro e di contatto», spiega alla conferenza di presentazione del nuovo progetto Palazzo Te e Villa della Torre, il direttore Stefano Baia Curioni.

Dal pubblico più giovane che solo nello scorso anno ha dato vita a 90 serate, tra musica e cinematografia d’autore, nei giardini del Palazzo, fino ad arrivare a quello più adulto, che ne apprezza gli spazi e la storia di questa istituzione locale, hanno permesso a Palazzo Te di ragionare ad un piano di crescita che mettesse d’accordo tutti i suoi visitatori, «unendoli nello stesso spazio»: quello del bistrot. Un bistrot d’autore, curato dalla maestria del Gruppo Marilisa Allegrini, quello di Villa della Torre, e quello dello Studio A.c.M.c che ha studiato il design del ristorante.
Come specifica il direttore Baia Curioni, «le scene di cene conviviali é un’immagine ricorrente nell’arte rinascimentale, considerata come occasione privilegiata di dialogo», un dialogo che spazia e che mette in relazione ambiti lontani ma storici compagni della quotidianità: la tavola e l’arte, figli dello stesso significato di piacere. Ma Villa della Torre non è solo piacere artistico e culinario, ma anche occasione di gioco, grazie alla collaborazione con Flaminia Veronesi ed il suo Gioco del Ramarro: una serie di quattro tavole presentate nel giugno 2025, che reinterpretano i comuni giochi da tavolo in un percorso ideale di quaranta caselle che collegano Villa della Torre a Palazzo Te.

Il rinnovamento ha riguardato anche lo spazio esterno tra la Peschiera e l’Esedra, allungando le mura del bistrot con tavoli e sedute nel giardino antistante. Palazzo Te diviene così un luogo focale per la città, dove il tempo della visita si allunga a quello conviviale. Tra food e arte, Mantova unisce.


