La ricerca di Mauro Staccioli torna a inscriversi nello scenario internazionale con Overcoming Barriers, un progetto che riapre il dialogo tra forma scultorea, paesaggio e pensiero critico. L’iniziativa è promossa dall’Archivio Mauro Staccioli – fondato dall’artista nel 2012 insieme alla figlia Giulia, oggi presidente – con il sostegno dell’Italian Council (XIV edizione, 2025) della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Il programma si articolerà tra il 2026 e il 2027 nelle due sedi della Fondation CAB, a Saint-Paul de Vence e Bruxelles.


Il primo momento del progetto si concretizza il 14 marzo con l’acquisizione e la collocazione permanente di Senza titolo. Triangolo dai lati curvi (2006) nel giardino della sede francese della fondazione. Realizzata in acciaio corten, la scultura occupa il punto più elevato del parco, là dove lo sguardo incontra un sistema di linee prospettiche che si dispiegano verso il paesaggio mediterraneo. In questa posizione, la struttura non si limita a occupare lo spazio ma lo orienta, diventando una sorta di dispositivo percettivo che intercetta e guida lo sguardo dell’osservatore.
La forma triangolare, volutamente irregolare e inclinata, introduce una tensione che incrina la presunta purezza della geometria. Il triangolo appare instabile, come sospeso tra equilibrio e movimento, trasformando la rigidità della forma matematica in un’esperienza sensibile. È proprio in questa ambiguità tra stabilità strutturale e dinamica percettiva che si riconosce uno dei tratti distintivi della poetica di Staccioli: la scultura non come oggetto autonomo, ma come gesto capace di attivare lo spazio e ridefinire la relazione tra opera e ambiente.

Fin dagli anni Settanta l’artista aveva infatti elaborato il concetto di “scultura-intervento”, inserendo nel tessuto urbano elementi di frizione – barriere, muri, dissuasori – realizzati in cemento o ferro. Queste presenze, spesso percepite come ostacoli, introducevano nello spazio pubblico una dimensione quasi militante, rendendo visibile il conflitto latente tra architettura, potere e quotidianità. A partire dalla metà degli anni Ottanta, tale radicalità si evolve progressivamente: le forme si aprono, diventano attraversabili e la scultura inizia a generare uno spazio interno, invitando il pubblico a un’esperienza fisica e percettiva più fluida.
Il progetto Overcoming Barriers rilegge proprio questa trasformazione. Il secondo capitolo si terrà infatti nel 2027 alla Fondation CAB di Bruxelles, con una retrospettiva in programma dal 9 giugno al 10 luglio, curata da Roberto Lacarbonara. In concomitanza con la mostra sarà pubblicato un volume monografico edito da Hatje Cantz Verlag, che raccoglierà contributi critici di Marica Antonucci, Bruno Corà, Roberto Lacarbonara, Caterina Martinelli, Duccio Nobili e Giuliano Sergio.
Promossa dall’Archivio diretto da Andrea Alibrandi – anche alla guida della Galleria Il Ponte di Firenze – l’iniziativa riafferma la dimensione internazionale della ricerca di Staccioli, da sempre fondata sulla relazione tra segno scultoreo e paesaggio.



