New York ha una nuova responsabile per le politiche culturali della città. Il sindaco Zohran Mamdani ha nominato Diya Vij commissaria del Department of Cultural Affairs (DCLA), l’agenzia municipale che coordina e finanzia il sistema culturale dei cinque borough e che rappresenta il più grande finanziatore pubblico di arte e cultura negli Stati Uniti. La nomina segna uno dei passaggi più significativi nella strategia culturale della nuova amministrazione cittadina. Il DCLA sostiene oltre mille organizzazioni non profit tra musei, istituzioni scientifiche e realtà artistiche e gestisce programmi e finanziamenti pubblici destinati alle arti visive, performative e letterarie, con un impatto decisivo sull’ecosistema culturale della città. Quarantenne, di origine indiana e cresciuta negli Stati Uniti, Vij proviene da una lunga esperienza nel settore curatoriale e nelle istituzioni culturali newyorkesi.
Fino a oggi è stata vicepresidente per i programmi curatoriali e artistici di Powerhouse Arts, organizzazione non profit con sede a Brooklyn, e nel corso della sua carriera ha collaborato con istituzioni come il Queens Museum, il parco urbano della High Line e l’organizzazione Creative Time, sviluppando progetti di arte pubblica e programmi interdisciplinari. Non è la prima volta che Vij lavora all’interno dell’amministrazione cittadina: in passato ha operato proprio nel Department of Cultural Affairs, dove ha contribuito a ideare e avviare il programma Public Artists in Residence (PAIR), che inserisce artisti all’interno delle agenzie pubbliche per sviluppare progetti legati ai temi sociali e urbani della città.
Annunciando la nomina, il sindaco Mamdani ha definito Vij una «leader visionaria e profondamente riflessiva», sottolineando come l’arte sia parte integrante della vita urbana e non un elemento accessorio. Tra le priorità del nuovo mandato c’è anche la volontà di rendere New York una città più sostenibile per artisti e operatori culturali, sempre più messi sotto pressione dall’aumento del costo della vita. Prima persona di origine sudasiatica a ricoprire questo incarico, sarà chiamata a guidare una delle infrastrutture culturali più influenti del panorama globale, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della città come capitale internazionale dell’arte e della creatività.

Diya Vij, un percorso tra curatela, arte pubblica e istituzioni culturali
La carriera di Diya Vij si distingue per un percorso articolato tra curatela, istituzioni culturali e progetti di arte pubblica. Prima di entrare in Powerhouse Arts, ha lavorato come curatrice presso Creative Time, dove ha contribuito allo sviluppo di iniziative come CTHQ e alla realizzazione della rassegna Creative Time Summit. In precedenza aveva collaborato con il Queens Museum e con il parco urbano della High Line, maturando esperienza nella programmazione culturale e nei progetti site-specific.
Tra il 2014 e il 2019 ha inoltre lavorato all’interno del Department of Cultural Affairs di New York come digital communications manager. In quegli anni ha preso parte al lancio del programma Public Artists in Residence (PAIR), iniziativa che inserisce artisti nelle agenzie municipali per affrontare temi sociali e urbani attraverso pratiche artistiche.
Il suo lavoro curatoriale si è spesso caratterizzato per una forte attenzione alle questioni politiche e sociali. Tra i progetti più significativi seguiti da Vij figura The World’s UnFair (2023), installazione realizzata a Long Island City dal collettivo indigeno New Red Order, che affrontava il tema della restituzione delle terre ai nativi americani, invitando il pubblico a riflettere sulla storia coloniale degli Stati Uniti e sulle sue conseguenze contemporanee.




