A quasi sei anni dalla morte di George Perry Floyd, Minneapolis compie un nuovo passo verso la realizzazione di un memoriale permanente nel luogo che ha segnato una frattura profonda nella storia americana contemporanea. L’iniziativa, promossa da Rise & Remember in collaborazione con la famiglia Floyd e la città, prende forma attraverso un concorso di progettazione rivolto agli studenti di tutto il Minnesota.
Il sito individuato è uno spazio di circa 210 metri quadrati all’esterno del Cup Foods, all’incrocio tra East 38th Street e Chicago Avenue: il punto esatto in cui, il 25 maggio 2020, Floyd morì dopo che l’ex agente Derek Chauvin si inginocchiò sul suo collo per oltre nove minuti. Da allora quell’area, ribattezzata George Perry Floyd Square, è diventata un luogo di commemorazione spontanea, con una rotatoria che ospita un memoriale temporaneo, murales e tributi lasciati dalla comunità.

Il concorso, aperto il 2 marzo e in chiusura il 19 maggio, prevede premi in denaro per i primi dieci progetti, con un riconoscimento di 1.500 dollari per il vincitore. I primi tre classificati accederanno a una seconda fase: un bando internazionale aperto a designer, architetti e artisti pubblici senza limiti di età. Una giuria composta da familiari, rappresentanti della comunità ed esperti di arte e spazio pubblico selezionerà il progetto definitivo, che dovrà poi affrontare il percorso di approvazione municipale.
L’iniziativa affonda le sue radici nel lavoro avviato nel 2020 dalla professoressa Anjali Ganapathy, oggi direttrice degli studi universitari all’Università del Minnesota. All’epoca docente presso un istituto tecnico, Ganapathy raccolse l’urgenza espressiva dei suoi studenti nei giorni immediatamente successivi all’omicidio. «Come designer e architetti abbiamo uno spazio di intervento che altri non hanno», ha spiegato, sottolineando come la progettazione possa diventare strumento di elaborazione collettiva del trauma.
In collaborazione con la National Organization of Minority Architects, furono organizzati incontri e workshop che coinvolsero studenti e professionisti, culminando in una mostra online. Quelle prime riflessioni hanno posto le basi per un processo più ampio, orientato a trasformare la memoria in forma permanente. Il memoriale, nelle intenzioni, non sarà soltanto dedicato all’uomo George Floyd, ma anche al movimento globale contro il razzismo sistemico che la sua morte ha contribuito a riaccendere.
Rise & Remember, organizzazione nata per preservare e gestire il memoriale temporaneo, ha mantenuto un dialogo costante con la famiglia Floyd. «Si tratta di custodire storie di resistenza e di collaborazione comunitaria», ha dichiarato Niall-Julian Universe, coordinatore amministrativo del gruppo. Angela Harrelson, zia materna di Floyd e co-presidente dell’organizzazione, ha espresso il desiderio che il concorso riattivi lo spirito di solidarietà emerso nel 2020: «Il mondo deve vedere che siamo ancora qui». Dopo anni di lutto vissuto in modi diversi, la famiglia si riconosce oggi in un obiettivo comune: creare un memoriale capace di parlare a chi ha sostenuto la loro battaglia per la giustizia.

Sul piano istituzionale, la città di Minneapolis ha già approvato un nuovo tracciato stradale per l’incrocio. Poiché il monumento sorgerà all’interno di una strada pubblica, sarà probabilmente necessario un permesso specifico o un accordo formale con l’amministrazione. Quest’anno prenderanno avvio anche i lavori per la riqualificazione di Chicago Avenue, un intervento che consentirà di predisporre infrastrutture e fondamenta utili alla futura installazione. Mary Altman, responsabile dell’arte pubblica cittadina, ha definito l’impegno del Comune come il mantenimento di una promessa: garantire che l’impatto della morte di George Floyd sia riconosciuto e onorato nel luogo in cui è avvenuta.


