Disegni su una piramide millenaria, arrestata una guida a Saqqara

Un video virale mostra l’uomo mentre traccia segni sulle pietre della Piramide di Unas: scatta l’arresto e il caso riaccende l’allarme sulla tutela dei monumenti egizi

Una guida turistica egiziana è stata arrestata dopo essere stata ripresa mentre disegnava sulla superficie esterna di una piramide vecchia di circa 4.000 anni nella necropoli di Saqqara, a sud del Cairo, mentre conduceva un gruppo di visitatori. L’incidente, documentato in un video diventato virale sui social, ha suscitato forte indignazione e ha portato le autorità locali a intervenire con immediatezza per proteggere uno dei siti più importanti dell’antico Egitto. Secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Interno egiziano, la guida avrebbe tracciato dei segni – alcuni testimoni li descrivono come semplici figure o diagrammi – sulle pietre esterne della Piramide di Unas, mentre spiegava la storia del monumento ai turisti. La sequenza del video mostra l’uomo utilizzare del gesso per disegnare direttamente sui blocchi di pietra, un gesto che è stato immediatamente segnalato da un ispettore delle antichità locale alle forze di polizia turistica di Saqqara.

L’uomo è stato prontamente identificato e arrestato dalle autorità, che lo hanno interrogato in relazione al reato di aver “danneggiato un’antichità” mediante l’apposizione di segni sul monumento. Secondo le dichiarazioni del ministero, il sospettato ha ammesso le proprie azioni durante l’interrogatorio e i segni sono stati successivamente rimossi da specialisti senza che ne rimanesse traccia permanente. Le autorità hanno inoltre confermato che sono state avviate misure legali a suo carico. La Piramide di Unas, parte della vasta necropoli di Saqqara – inclusa nella lista dei siti patrimonio mondiale dell’UNESCO – è celebre non solo per la sua antichità, ma anche per contenere i Primi Testi delle Piramidi, un corpus di oltre 200 iscrizioni religiose risalenti al periodo dell’Antico Regno egiziano. Monumenti come questo sono sottoposti a rigorose norme di tutela proprio per preservare la loro integrità storica e archeologica.

Secondo la Legge sulle Antichità del 1983, chiunque scriva o incida su un reperto storico può rischiare almeno un anno di carcere e una multa significativa – fino a 500.000 lire egiziane – per aver compromesso in qualsiasi modo un monumento storico significativo. L’arresto della guida turistica riaccende così il dibattito sulla necessità di maggiori controlli e responsabilità da parte di chi opera quotidianamente nei siti archeologici più fragili al mondo. L’episodio è stato accolto con sdegno da parte di esperti e appassionati di storia, sottolineando ancora una volta quanto sia delicato l’equilibrio tra apertura dei siti al turismo internazionale e conservazione attiva di un patrimonio che rappresenta millenni di civiltà umana.