Hong Kong seleziona per la prima volta due artisti per la Biennale

A rappresentare la città saranno Angel Hui, portavoce della tradizione cinese, e Kingsley Ng, che fonde arte e tecnologia nella sua produzione

Per la prima volta in tredici edizioni, Hong Kong presenterà due artisti alla Biennale di Venezia: Angel Hui e Kingsley Ng, entrambi nati e attivi in città. La scelta segna la rottura con il passato e coincide con la collaborazione tra l’Hong Kong Museum of Art (HKMoA) e l’Hong Kong Arts Development Council (HKADC), che per la prima volta organizzeranno l’esposizione insieme. I due artisti, come dichiarato nel comunicato stampa, indagheranno «i ritmi poetici della vita quotidiana», intrecciando la loro ricerca con il tema principale dell’esposizione In Minor Keys, curata da Koyo Kouoh, morta improvvisamente il 10 maggio 2025.

In qualità di regione amministrativa speciale della Repubblica Popolare Cinese, Hong Kong – al pari di Macao e Taiwan – non dispone di un padiglione nazionale e, come per gli anni precedenti, lo spazio espositivo si troverà nel Campo della Tana. La partecipazione della città rientra infatti tra gli eventi collaterali, una formula riservata ai territori che non intrattengono relazioni diplomatiche dirette con l’Italia. La selezione dei due artisti risponde, secondo quanto osservato da Enid Tsui sulle pagine del South China Morning Post, ad un equilibrio strategico: Kingsley Ng, appare in sintonia con l’indirizzo governativo che promuove l’incontro tra arte e tecnologia. Docente associato presso l’Academy of Visual Arts della School of Creative Arts della Hong Kong Baptist University, l’artista ha esposto in contesti internazionali quali il Centre Pompidou di Parigi, la Echigo-Tsumari Art Triennale in Giappone e il MACRO di Roma. Al contrario Angel Hui, pittrice specializzata nella tecnica tradizionale gongbi a inchiostro, incarna l’intento di valorizzare la tradizione culturale cinese. Oltre ad aver presentato una mostra personale all’HKMoA, è stata coinvolta in numerose collettive tra cui quelle organizzate al CAIXA Cultural Centre in Brasile, alla Monnaie de Paris e al chi K11 Art Space di Hong Kong.

Dal punto di vista organizzativo, il processo di selezione di quest’anno ha segnato una svolta netta: l’HKADC ha revocato a M+, il museo di arte contemporanea di Hong Kong, il ruolo di coordinatore della partecipazione senza fornire spiegazioni ufficiali. L’istituzione in passato era stata accusata di aver selezionato gli artisti tramite l’HKADC, invece di seguire il processo di open call. Per questa edizione, il Consiglio ha scelto di raccogliere proposte da parte di organizzazioni artistiche locali e associazioni professionali. Tra le oltre 200 candidature, sono stati individuati poi un ristretto numero di finalisti, individuati da una commissione composta da nomi come Johnson Chang della China Academy of Art, Wang Huangsheng della Central Academy of Fine Arts e dalla curatrice dell’HKMoA Prudence Ma.