Consonni Radziszewski, sbarca a Milano una nuova alleanza europea

Il 26 marzo inaugura nel capoluogo lombardo la galleria fondata da Matteo Consonni e Dawid Radziszewski. Un progetto che unisce Lisbona, Varsavia e Milano in un unico programma curatoriale

Milano si prepara ad accogliere, il 26 marzo 2026, Consonni Radziszewski, nuova realtà che consolida un sodalizio maturato nel tempo più che un’alleanza improvvisata. La galleria nasce dall’incontro tra Matteo Consonni e Dawid Radziszewski, due figure che hanno costruito i propri percorsi su traiettorie geografiche e culturali differenti, convergendo tuttavia verso una medesima idea di pratica curatoriale e di responsabilità imprenditoriale.

L’origine del dialogo risale al 2016 e porta il nome della fotografa polacca Joanna Piotrowska, rappresentata da entrambi. Quella che poteva apparire una semplice coincidenza si è rivelata invece l’inizio di un confronto strutturato, fondato su affinità programmatiche e su una comune attenzione a ricerche capaci di interrogare criticamente il presente. Da quel momento, il rapporto si è progressivamente intensificato, fino alla condivisione di sei stand ad Art Basel: un banco di prova significativo per sperimentare un modello operativo basato su fiducia, corresponsabilità e visione condivisa.

I percorsi dei due fondatori restano, per molti aspetti, speculari. Consonni si forma al Goldsmiths di Londra e matura esperienze presso Jan Mot a Bruxelles e Franco Noero a Torino, muovendosi all’interno di un sistema internazionale già consolidato. Radziszewski, invece, apre la sua prima galleria a Poznań a vent’anni, in un contesto distante dai grandi centri del mercato globale, costruendo nel tempo una delle realtà private più solide dell’Europa Centrale. Due traiettorie opposte che hanno condotto a una sintesi sorprendentemente coerente.

La decisione di condividere costi e profitti, indipendentemente dalla rappresentanza degli artisti, segna il passaggio da collaborazione a struttura unitaria. Consonni Radziszewski nasce così dall’unione di Madragoa a Lisbona e della Galeria Dawid Radziszewski a Varsavia, sviluppando un programma unico articolato su tre città.

Lisbona e Varsavia, un tempo percepite come periferiche rispetto ai tradizionali centri del mercato, si sono affermate negli ultimi anni come poli dinamici di produzione artistica e sperimentazione curatoriale. Milano si inserisce in questo asse come fulcro simbolico e strategico, capace di connettere l’Atlantico all’Europa Centrale, offrendo una piattaforma stabile in un contesto che ha dimostrato di saper accogliere progettualità innovative. L’apertura milanese assume dunque un duplice significato: da un lato, consolida una rete già attiva tra Portogallo e Polonia; dall’altro, propone un modello di galleria transnazionale che supera la logica della semplice espansione geografica.