Annick Lemoine alla guida di Orsay e Orangerie

La storica dell’arte e conservatrice generale del patrimonio assume la presidenza dell’Établissement public che riunisce il Musée d’Orsay e il Musée de l’Orangerie – Valéry Giscard d’Estaing

È Annick Lemoine la nuova presidente dell’Istituto pubblico dei musei Musée d’Orsay e Musée de l’Orangerie – Valéry Giscard d’Estaing, una delle entità museali più strategiche nel panorama culturale europeo. La nomina arriva dopo una fase di transizione segnata dalla scomparsa improvvisa di Sylvain Amic, che aveva diretto le due istituzioni tra il 2024 e il 2025, e dall’interim affidato a Julia Beurton negli ultimi mesi.

Conservatrice generale del patrimonio della Città di Parigi e studiosa di formazione accademica, Lemoine incarna un profilo che intreccia ricerca, amministrazione culturale e progettualità museale. Dottore di ricerca in storia dell’arte, ha avviato il proprio percorso all’Università di Parigi-Sorbona, dove ha dedicato la tesi a Nicolas Régnier, indagandone la duplice identità di pittore e mercante nel contesto italiano del Seicento. Uno studio che già lasciava intravedere l’attenzione per le dinamiche di circolazione delle opere e delle idee, tema oggi più che mai centrale nel dibattito museologico.

Dopo gli anni universitari, nel 2009 è entrata nel gabinetto del Ministro della Cultura Frédéric Mitterrand come consulente per l’istruzione e la didattica delle arti, ampliando il proprio raggio d’azione verso le politiche culturali. Nel 2010 è stata chiamata a dirigere il dipartimento di storia dell’arte dell’Accademia di Francia a Roma, esperienza che ha consolidato la sua dimensione internazionale. Dal 2015 ha inoltre assunto la direzione scientifica del Festival di Storia dell’Arte, promosso dall’Institut National d’Histoire de l’Art e dal Castello di Fontainebleau, contribuendo a rafforzarne il profilo come spazio di confronto tra studiosi e pubblico.

Il suo approdo alla direzione museale si è concretizzato nel 2018 con la guida del Museo Cognacq-Jay, seguita nel 2022 dalla nomina a direttrice del Petit Palais – Museo delle Belle Arti della Città di Parigi. Qui ha promosso un’idea di museo inteso come organismo vivo: non solo luogo di conservazione e ricerca, ma piattaforma di dialogo capace di intercettare pubblici eterogenei. Le mostre dedicate a Sarah Bernhardt, Ribera, Worth, Rousseau, Greuze e Pekka Halonen hanno testimoniato una programmazione attenta tanto alla rilettura critica dei maestri quanto alla valorizzazione di figure meno esplorate.

Alla guida di Orsay e Orangerie, Lemoine si inserisce in un solco già tracciato, dichiarando la volontà di proseguire il lavoro impostato da Amic. Tra le priorità emergono il miglioramento dell’esperienza di visita e una rinnovata attenzione all’accoglienza, con particolare riguardo alle giovani generazioni e ai pubblici internazionali. L’istituzione sarà inoltre impegnata in un articolato programma di riqualificazione degli spazi di ingresso e dei servizi, previsto a partire dall’autunno 2026, interventi che dovranno coniugare funzionalità, sicurezza e qualità estetica.

Parallelamente, la nuova presidente intende rafforzare la circolazione delle opere sul territorio nazionale, consolidando le reti tra musei francesi, e potenziare le collaborazioni con partner internazionali. Una strategia che rispecchia la natura stessa delle collezioni di Orsay e Orangerie: patrimoni che raccontano la modernità artistica tra XIX e XX secolo e che, per vocazione, dialogano con il mondo.