È morto Giancarlo Politi, il fondatore di Flash Art

Dalla nascita della rivista nel 1967 alla creazione dell’Art Diary, Politi ha inciso profondamente nel dibattito critico internazionale

Giancarlo Politi è morto all’età di 89 anni. Editore, poeta, critico d’arte e fondatore nel 1967 di Flash Art, è stato una delle figure più influenti dell’editoria artistica internazionale. Con la sua scomparsa si chiude una stagione decisiva del contemporaneo: oltre mezzo secolo di storia attraversato da protagonista, contribuendo in modo determinante alla costruzione del sistema dell’arte globale.

Nel 1967 fonda Flash Art, rivista destinata a diventare una delle piattaforme editoriali più influenti del secondo Novecento. In un momento in cui il dibattito sull’arte contemporanea cercava ancora una dimensione internazionale, Flash Art seppe offrire uno spazio critico capace di connettere geografie e linguaggi, anticipando la globalizzazione culturale. Nel tempo la rivista si è sviluppata in numerose edizioni – dall’inglese all’italiana, dalla ceco-slovacca alla francese, fino alle versioni polacca, cinese, spagnola, tedesca e russa – configurandosi come un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del contemporaneo.

Sulle sue pagine hanno trovato legittimazione e risonanza alcuni dei movimenti decisivi del secondo Novecento, dall’Arte Povera alla Transavanguardia. Ma Flash Art è stata anche laboratorio di talenti: tra gli artisti che vi hanno trovato spazio e impulso figurano Maurizio Cattelan, Jeff Koons, Marina Abramović, mentre sul versante critico e curatoriale si sono affermate figure come Germano Celant, Massimiliano Gioni e Francesco Bonami. Più che una rivista, Flash Art è stata un dispositivo culturale, capace di formare generazioni e di orientare il discorso internazionale.

Accanto a Politi, Helena Kontova ha avuto un ruolo determinante nella costruzione dell’identità e dell’espansione internazionale del progetto editoriale. Compagna di vita e di lavoro, Kontova ha contribuito in modo decisivo a consolidare la rete globale della rivista, trasformandola in un punto di riferimento stabile per artisti, curatori e istituzioni. Oggi l’eredità di Flash Art prosegue attraverso Gea Politi e Cristiano Seganfreddo, con il piccolo Lev, in una continuità familiare che ha assunto i tratti di una vera dinastia culturale.

Politi è stato anche l’ideatore dell’Art Diary, guida internazionale del sistema dell’arte che Andy Warhol definì “la Bibbia dell’arte”, strumento imprescindibile per orientarsi tra gallerie, fiere, musei e protagonisti della scena globale. Con le sue celebri e talvolta controverse “Lettere al direttore”, e più tardi con gli Amarcord, ha mantenuto viva una pratica di intervento diretto nel dibattito culturale, riaffermando la centralità della presa di posizione critica in un contesto sempre più omologato.