Un capolavoro rimasto nell’ombra. Eris pubblica “La mano verde” di Nicole Claveloux

Nome di punta della storia del fumetto francese, Nicole Claveloux approda in Italia con un’opera dalle suggestioni ammalianti

Tradotto da Boris Battaglia e impreziosito da una postfazione di Paolo Interdonato (che parla di «tavole straordinarie»), l’edizione italiana di La mano verde è una gioia per gli occhi e il cuore. Merito di Eris edizioni, che porta nel nostro Paese un volume definito dalla stampa estera «un capolavoro rimasto troppo a lungo nell’ombra», i cui disegni «figurano tra le più belle mai realizzate per il fumetto». Esagerazioni? Spetterà al lettore dirlo. Fatto sta che in un momento storico nel quale case editrici, anche blasonate, riducono la foliazione per inevitabili tagli alle spese – e qui il dibattito è aperto – godere di un volume corposo come La mano verde e altri racconti (questo il titolo completo) – cartonato, 104 pagine a colori e in bianco e nero, 25 euro – non è cosa da poco. E la casa editrice torinese merita un plauso.

L’autrice? Non ha bisogno di essere raccontata, sono i suoi lavori a parlare per lei. Fatto sta che la prolifica Nicole Claveloux, nata a Saint-Étienne nel 1940, è una delle più grandi maestre della storia del fumetto transalpino. Fumettista, illustratrice e disegnatrice, negli anni Settanta ha pubblicato su note riviste francesi “Métal hurlant” (fondata nel 1975, in un periodo assai fertile per l’editoria a fumetti del Paese) e “Ah! Nana”, di cui è diventata un punto di riferimento. Sdoganando all’epoca, mica facile, la visione dei più nei confronti della nona arte come mera letteratura per l’infanzia. 

Entrando nello specifico di La mano verde, il lettore deve la genesi del volume proprio alla redazione di “Métal hurlant”, che chiese a Claveloux di realizzare un fumetto corposo, da pubblicare a puntate mensili. Ma non farà tutto da sola. Un’autrice alleata, infatti, le darà il suo supporto: Édith Zha, scrittrice e sceneggiatrice di fumetti per adulti e bambini, metterà tra le mani della disegnatrice i suoi racconti autobiografici vestiti di metafore. Da quel testo della sceneggiatrice, Claveloux svilupperà La mano verde, in cinque puntate, da settembre 1976 a maggio 1977: quaranta pagine per liberare ciò che alle donne era vietato. Un anno dopo, le tavole verranno raccolte in un unico volume coraggioso e innovativo.

L’artista mette in pagina la fuga o il viaggio di salvezza di una donna dalla tossicità di una relazione di coppia. Un argomento più che mai attuale, ed è incredibile osservare la casa, il focolare domestico, divenire un passo alla volta un crepaccio in cui precipita, cadendo dentro le pareti, terminando in luoghi inesplorati, confrontandosi/scontrandosi con piante di menta rampicante come nell’evocativa immagine di copertina.

Nell’introduzione di questo libro a fumetti dai colori intensi, Jean-Louis Gauthey descrive «tavole dal ritmo surreale, che si inseriscono in un sommario in cui la parte del leone la fanno rock e fantascienza. Nicole decide di realizzare le sue pagine a colori utilizzando una tecnica mista molto complessa, in cui mischia inchiostro, tempere e aerografo. I tratti neri li disegna solo dopo aver fatto la colorazione». Il processo con al centro le tecniche grafiche di Claveloux, emerge articolato ma non ostico. Qui è l’immaginazione, che ribalta il presente, a fare la voce grossa. E nel passaggio dal mondo reale a quello onirico, l’approdo è tutto da scoprire.

Info: www.erisedizioni.org

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