Il 20 febbraio sono state formalmente consegnate le aree di cantiere della tratta T2 della Metro C, segnando l’avvio di una nuova fase dei lavori destinati a ridisegnare la mobilità del centro storico e del quadrante nord-occidentale della capitale. L’inizio operativo degli interventi è previsto per il 25 febbraio, mentre entro luglio prenderanno forma anche i cantieri della tratta T1, con le future stazioni Auditorium e Farnesina.
L’annuncio è arrivato dal sindaco Roberto Gualtieri insieme all’assessore alla mobilità Eugenio Patanè e alla commissaria straordinaria per la Linea C, Maria Lucia Conti. Protagonisti dell’operazione sono Roma Metropolitane e il contraente generale Metro C, guidato da Webuild e Vianini Lavori. Un progetto imponente, che per le tratte oltre piazza Venezia supera il valore complessivo di 3 miliardi di euro.


La nuova stazione, denominata Piazza Pia/Castel Sant’Angelo, sorgerà in un’area ad altissima densità storica e simbolica, con l’occupazione dei giardini adiacenti al mausoleo adrianeo. L’accesso da lungotevere Castello, lato piazza Pia, sarà interdetto, così come il passaggio in viale Giuseppe Ceccarelli. Un sacrificio temporaneo in un contesto urbano delicatissimo, dove ogni intervento si confronta con stratificazioni millenarie.
La tratta T2, che si estenderà fino a Mazzini per circa quattro chilometri, prevede la realizzazione di quattro nuove stazioni, tra cui due archeo-stazioni – Chiesa Nuova e Piazza Pia/Castel Sant’Angelo – destinate a integrare il racconto dei ritrovamenti nel progetto architettonico. I volumi di scavo archeologico stimati raggiungono i 165mila metri cubi, mentre le gallerie realizzate con scavo meccanizzato si svilupperanno per 7,6 chilometri. Un’opera che è, al tempo stesso, infrastruttura e indagine nel tempo profondo della città.

Parallelamente proseguono, secondo il cronoprogramma, le lavorazioni della seconda macrofase della stazione Venezia, trasferite dallo scorso novembre sul lato di Palazzo Generali. È attesa per l’inizio di marzo la ripresa delle attività dell’idrofresa, lo strumento con cui si stanno costruendo i diaframmi perimetrali in cemento armato, spinti fino a 85 metri di profondità rispetto all’attuale piano stradale. Una misura tecnica che restituisce la scala verticale dell’intervento, quasi una sezione anatomica della capitale.
Il calendario complessivo delle nuove stazioni – che includono anche Ottaviano, Mazzini, Auditorium e Farnesina – fissa la conclusione dei lavori al 2037, con l’obiettivo dichiarato di anticipare al 2036 grazie a un’ottimizzazione delle tempistiche.



