Firenze, al via i restauri per la tutela del patrimonio di Piazza del Duomo

Gli interventi, che superano i 60 milioni di euro, riguarderanno il Campanile, il Museo dell'Opera e il Collegio Eugeniano

L’Opera di Santa Maria del Fiore ha avviato a Firenze un ambizioso programma di conservazione e restauri che interessa il Campanile di Giotto, il Museo dell’Opera del Duomo e il Collegio Eugeniano. Il progetto, con un investimento complessivo superiore ai 60 milioni di euro, combina interventi di tutela monumentale, ampliamento museale e una strategia di responsabilità urbana.

Gli interventi per il Campanile

Il Campanile, concepito da Giotto nel 1334 e completato da Francesco Talenti nel 1359, presenta un forte degrado che riguarda principalmente il rivestimento esterno in marmo bianco, verde di Prato e rosso di Cintoia, con particolare criticità nei dettagli decorativi. La struttura verrà sottoposta ad un intervento totale che inizierà il 9 marzo, con una durata stimata di quattro anni e un costo superiore ai 7 milioni di euro, interamente sostenuto dall’Opera. Nei primi quattro mesi verrà installata un’impalcatura progettata per non ostacolare la visuale dall’esterno, garantendo l’accesso al percorso interno e alla terrazza panoramica. Il restauro procederà dall’alto verso il basso, traslando il ponteggio fase dopo fase, così da rendere nuovamente visibili le parti completate.

Un piano da 60 milioni per il patrimonio fiorentino

La torre campanaria non sarà l’unica ad essere restaurata, ma fa parte di un quadro più ampio, che riguarda altri due edifici del complesso di Piazza del Duomo: Il Collegio Eugeniano e il Museo dell’Opera del Duomo. Il primo edificio fu costruito dalla Repubblica Fiorentina per ospitare la prima università, lo Studium Generalis e venne ampliato nel Seicento per accogliere i Padri Scolopi. Dopo un lungo periodo di abbandono, una verifica statica del 2012 aveva reso urgente la chiusura della struttura.

L’ultimo cantiere interesserà il Museo, che potrà ampliare la propria superficie fino a 11.000 metri quadrati grazie all’acquisizione del confinante Palazzo Compagni. Il progetto prevede nuovi spazi per mostre temporanee, una sala convegni e una caffetteria con giardino, migliorando l’esperienza dei visitatori. I lavori, firmati da Guicciardini & Magni Architetti insieme ad Adolfo Natalini e in corso fino al 2030, rappresentano un intervento strategico per valorizzare e rendere più fruibile uno dei principali poli culturali di Firenze.

Un’istituzione a servizio della città

L’Opera di Santa Maria del Fiore, fondata nel 1296 in concomitanza con l’avvio dei lavori per la costruzione della Cattedrale, sovrintende la gestione e la conservazione del complesso di Piazza del Duomo. Nei secoli ha mantenuto il ruolo di custodia e amministrazione del patrimonio, e oggi opera come fondazione privata sotto la vigilanza della Diocesi di Firenze, rappresentando uno dei modelli più consolidati di gestione autonoma del patrimonio culturale in Italia. Il presidente dell’ente, Luca Bagnoli, ha inquadrato questi interventi in una strategia più ampia, volta a sottrarre gli edifici storici fiorentini dalla speculazione immobiliare per poter favorire la residenza dei cittadini nel centro storico.

In questo contesto, il restauro del Collegio Eugeniano, permetterà all’Opera di trasferire la propria sede all’interno del palazzo, liberando circa 1.500 metri quadrati che potranno essere destinati a 17 unità residenziali e commerciali.