Il Museo Reina Sofía di Madrid ha richiesto l’avvio di un’indagine interna in merito ad un episodio che ha suscitato una grande attenzione mediatica. L’incidente vedeva coinvolte tre donne che, indossando delle stelle di David, si sono introdotte nel museo sventolando delle bandiere israeliane. La notizia è diventata virale a seguito della pubblicazione di un video sul sito della testata spagnola Okdiario.
La registrazione mostra degli addetti alla sicurezza intenti a rimuovere le visitatrici poiché, a detta di una delle guardie, “stavano creando disagio alle altre persone presenti”. Secondo Okdiario, prima dell’intervento delle guardie, alcuni visitatori avrebbero rivolto insulti come “maniache genocidi” alle donne, descrivendo il caso un esempio di “molestie razziste”. La vicenda ha creato talmente tanto scalpore da essere riportata da altri media e politici israeliani. Dopo che Ynetnews ha confermato la nazionalità israeliana delle donne, Dana Ehrlich – ambasciatrice dello Stato di Israele in Spagna – ha pubblicato un post su X in cui ha affermato che le visitatrici sono state allontanate per aver esibito simboli che rappresentano migliaia di anni di storia del popolo ebraico. In un post che ormai ha superato i 4mila mi piace, l’European Jewish Congress ha definito l’accaduto “allarmante e inaccettabile”, sollevando degli interrogativi su possibili pratiche discriminatorie in un’istituzione culturale pubblica.

Non è la prima volta che il museo si ritrova al centro di polemiche: nel 2024, il Reina Sofía è entrato nel mirino per aver promosso un ciclo di incontri intitolato From the River to the Sea, un’espressione spesso utilizzata dai manifestanti pro-palestina e considerato uno slogan antisemita dagli attivisti israeliani. In seguito alle proteste, l’istituzione aveva diffuso delle scuse ufficiali e cambiato il titolo delle conferenze in Critical Thinking Gatherings.
Interpellato da Artnews, un portavoce del museo ha confermato l’avvio di un’indagine del dipartimento di sicurezza per verificare la ricostruzione dell’episodio. In una dichiarazione ufficiale l’istituzione ha ribadito il proprio impegno a favore dell’uguaglianza, della libertà religiosa e di non tollerare alcuna forma di antisemitismo, violenza o discriminazione. Il comunicato si conclude ricordando il ruolo fondamentale svolto da benefattori e artisti ebrei, che hanno contribuito allo sviluppo del museo e della sua collezione.



