La Turner Contemporary celebra i propri 15 anni con David Hockney

A Margate, affacciata sul Mare del Nord, una nuova opera site-specific di David Hockney nata su iPad trasformerà la grande vetrata della Sunley Gallery in una soglia luminosa tra interno ed esterno

Questa primavera David Hockney tornerà a dialogare con il paesaggio britannico attraverso un gesto monumentale. Alla Turner Contemporary di Margate, nel Kent, l’artista presenterà infatti una nuova installazione di oltre sei metri per dieci che occuperà interamente la vetrata a tutta altezza della Sunley Gallery, lo spazio che guarda direttamente verso le spiagge e l’orizzonte del Mare del Nord.

L’intervento, visibile dal 1° aprile al 1° novembre, riproduce un’alba in Normandia, rielaborazione di un dipinto realizzato da Hockney su iPad nel 2020. L’immagine, trasposta su una superficie architettonica così imponente, diventa una soglia percettiva: durante il giorno si sovrappone al paesaggio reale, mentre di notte, illuminata dall’interno, si trasforma – come ha sottolineato la direttrice Clarrie Wallis – in un punto di luce sul lungomare, quasi un faro cromatico capace di riscrivere il profilo costiero di Margate.

Fondata nel 2011 e capace di attrarre oltre 322.000 visitatori nell’anno 2023-24, la Turner Contemporary nasce sotto il segno di J.M.W. Turner, il grande interprete romantico della luce e delle tempeste marine. Hockney non ha mai nascosto il proprio debito nei confronti del maestro inglese: nel 2007 co-curò alla Tate Britain una mostra dedicata agli acquerelli di Turner, rivendicando una continuità nella ricerca sulla vibrazione atmosferica e sulla costruzione dello spazio attraverso il colore. In questo nuovo lavoro, pensato per celebrare i quindici anni della galleria, l’alba normanna sembra riannodare i fili tra la tradizione paesaggistica britannica e le possibilità offerte dal disegno digitale.

L’energia attorno alla figura di Hockney, del resto, non accenna a diminuire nel Regno Unito. A marzo le Serpentine Galleries di Londra inaugureranno la prima personale mai dedicata all’artista nelle loro sedi, con una selezione di opere recenti che includerà nature morte e ritratti di persone a lui vicine – familiari e collaboratori – confermando la dimensione intima che attraversa la sua produzione più recente. Tra i lavori presentati comparirà anche A Year in Normandy (2020–21), un fregio lungo novanta metri che racconta lo scorrere delle stagioni nello studio normanno dell’artista, esplicitamente ispirato all’arazzo di Bayeux. Proprio quest’ultimo sarà esposto al British Museum entro la fine dell’anno, scelta che Hockney ha criticato definendola imprudente e potenzialmente rischiosa per un’opera tanto preziosa quanto fragile. Il direttore del museo, Nicholas Cullinan, ha tuttavia respinto tali preoccupazioni, ribadendo le garanzie conservative dell’istituzione.

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