Incendio a Napoli, crolla la cupola del teatro Sannazaro

Un incendio ha devastato lo storico teatro Sannazaro, nel cuore del quartiere Chiaia, provocando danni ingenti anche agli edifici circostanti. La procura pensa a una matrice involontaria

Un odore acre e una colonna di fumo visibile a distanza, poi il crollo improvviso della cupola: così Napoli ha assistito, il 17 febbraio, alla distruzione del teatro Sannazaro. L’incendio, divampato nel quartiere Chiaia, ha rapidamente compromesso l’intera struttura dello storico edificio, coinvolgendo anche un appartamento e un condominio adiacenti. Le fiamme sono state domate nel giro di alcune ore, ma il bilancio resta pesante: danni strutturali gravissimi e una ferita simbolica che tocca il cuore culturale della città.

L’emergenza ha richiesto un intervento massiccio dei vigili del fuoco. Circa sessanta persone sono state evacuate da venticinque appartamenti vicini, dodici dei quali hanno riportato danni significativi. Alcuni residenti, intossicati dal fumo, sono stati accompagnati in ospedale per accertamenti, fortunatamente senza conseguenze gravi. Il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Giuseppe Paduano, ha parlato di danni «ingenti», sottolineando come il teatro sia «purtroppo completamente compromesso». Le cause dell’incendio restano al momento sconosciute; intanto la procura di Napoli ha aperto un’indagine a carico di ignoti per incendio colposo, ipotizzando dunque una matrice involontaria.

La perdita del Sannazaro non è soltanto architettonica. Costruito nel 1847 accanto alla chiesa di Sant’Orsola, il teatro era uno dei presidi più vitali della tradizione scenica napoletana. Tra le sue pareti ornate di stucchi dorati – che gli valsero il soprannome affettuoso di “Bomboniera di via Chiaia”Eduardo Scarpetta ottenne i primi grandi successi, contribuendo a definire un immaginario teatrale popolare e colto insieme. Anni più tardi, quello stesso palcoscenico ospitò il primo incontro tra Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello, momento emblematico di un dialogo tra drammaturgie e visioni del teatro novecentesco. Dopo un periodo di progressivo abbandono all’inizio del Novecento, il Sannazaro fu salvato negli anni Settanta grazie al restauro e alla riapertura voluti da Luisa Conte e Nino Veglia, che ne rilanciarono l’attività restituendolo alla città come luogo vivo.