Tra marmi antichi e luce contemporanea Jonida Prifti trasforma FOROF
La performance DIHET di Jonida Prifti risuona tra le rovine della Basilica Ulpia e l’opera di Alicja Kwade, trasformando FOROF in uno spazio di attraversamento temporale e sensoriale
martedì 17 Febbraio 2026
Daria Covelli
Suoni ancestrali al piano ipogeo di FOROF, la realtà artistico-culturale fondata da Giovanna Caruso Fendi, che ha ospitato il 5 febbraio la performance della poetessa e vocalist albanese Jonida PriftiDIHET – ARRIVA IL NUOVO GIORNO.
Pubblico conquistato dalle atmosfere del poema interpretato a pochi passi dai resti marmorei della Basilica Ulpia e dall’installazione The Heavy Light di Alicja Kwade, protagonista della quinta Stagione, a cura di Valentino Catricalà, con la sua installazione site specific INFRASUPRA.
Il secondo Episodio ha penetrato lo spaziotempo con la parola sonora, dialogando con le tre dimensioni temporali racchiuse da FOROF: archeologica, geologica e umana. Terminato l’intervento poetico di Jonida Prifti, il cambio di scena: inizia il percorso gusto-sensoriale a cura di Rimessa Roscioli, ispirato alla performance DIHET e dedicato ai sapori della cucina albanese.
Jonida Prifti e Giulio de PaolisMarisela Federici e Giovanna Caruso FendiJonida PriftiGiovanna Caruso Fendi e Jonida PriftiMilica Jovanovic, Jonida Prifti e Chiara CianniGiulia Manconi e Mattia CacciatoreGiovanna Caruso fendi e Jonida Prifti