Bologna, scontro sul Museo dei bambini

Comitato e ambientalisti chiedono lo stop al cantiere del museo nella zona Pilastro: “Troppo cemento, poche risposte”

A Bologna cresce lo scontro attorno al Museo dei bambini e delle bambine previsto nella zona periferica del Pilastro. Dopo l’avvio dei lavori a novembre, la contestazione è esplosa in Consiglio comunale, dove gli attivisti del comitato MuBasta hanno interrotto la seduta a Palazzo d’Accursio chiedendo lo stop immediato del cantiere.

Secondo il comitato, l’intervento comporta un consumo di suolo verde nel parco Mitilini-Moneta-Stefanini, con la perdita di circa 1.300 metri quadrati e l’abbattimento di alberi, alcuni piantati di recente come compensazione ambientale. Per i promotori della protesta il museo rischia di trasformarsi in “un blocco di cemento” dentro uno dei pochi spazi verdi del quartiere.

La mobilitazione ha raccolto anche l’appoggio di alcune sigle politiche e ambientaliste. Europa Verde ha sollevato non solo la questione ambientale, ma anche quella economica, chiedendo chiarimenti sulle risorse necessarie per la gestione della nuova struttura in un momento in cui i servizi scolastici, a partire dal sostegno alla disabilità, faticano a trovare coperture adeguate.

Gli attivisti propongono un’alternativa: utilizzare un edificio già esistente, come l’ex scuola Ada Negri, evitando nuovo consumo di suolo. Il comitato ha annunciato la richiesta di un incontro con il sindaco Matteo Lepore e con l’assessore alla Scuola Daniele Ara.

Il confronto ora si sposta dal piano simbolico a quello politico. MuBasta chiede lo stop immediato dei lavori e l’apertura di un tavolo pubblico, mentre il Comune è chiamato a chiarire tempi, costi e margini di revisione del progetto. Con il cantiere già avviato, la partita è tutt’altro che chiusa: nelle prossime settimane si capirà se il Museo dei bambini sarà il segno di una rigenerazione condivisa o l’ennesimo caso di frattura tra Palazzo e quartiere.