Diagrams, a Shanghai il progetto di AMO/OMA che indaga il potere delle immagini dei dati

Dopo la prima tappa veneziana, il progetto ideato dallo studio fondato da Rem Koolhaas arriva nella residenza storica restaurata da Prada

Dopo la prima presentazione a Venezia nella sede di Fondazione Prada, la maison porta a Shanghai Diagrams, il progetto espositivo ideato da AMO/OMA, lo studio fondato da Rem Koolhaas, che indaga il diagramma come strumento di conoscenza, interpretazione e persuasione. La mostra aprirà al pubblico dal 14 marzo al 21 giugno 2026 negli spazi di Prada Rong Zhai, residenza storica del 1918 restaurata e riaperta dal brand nel 2017. Il progetto insiste su un punto cruciale: un diagramma può apparire come una rappresentazione oggettiva, ma in realtà produce significato e può chiarire o distorcere le informazioni a seconda dei dati che veicola. In un presente dominato da statistiche, grafici e infografiche, la mostra invita così a mettere in discussione fonti, autori e finalità, ricostruendo con spirito critico il contesto in cui queste immagini sono state create.

Al centro del progetto c’è una domanda urgente e attualissima: quanto le immagini che organizzano numeri, informazioni e fenomeni sono davvero neutre? E quanto, invece, contribuiscono a costruire senso, orientare opinioni, influenzare scelte collettive? La versione allestita a Shanghai riunisce oltre 150 elementi tra documenti, pubblicazioni, immagini digitali e video, realizzati tra il XII e il XXI secolo e provenienti da contesti culturali e geografici diversi. Il materiale è organizzato secondo un principio tematico legato alle “urgenze contemporanee”, a testimoniare la natura trasversale e diacronica del diagramma. Il progetto si fonda su una ricerca condotta da Fondazione Prada in collaborazione con Rem Koolhaas e Giulio Margheri, associate architect di OMA.

Il percorso si sviluppa sui due piani della residenza, nelle stanze un tempo dedicate alla vita privata e alla socialità dei proprietari. La mostra è strutturata attorno a cinque temi principali: Ambiente costruito, Corpo, Risorse, Verità e Valore. Ciascuna sezione raccoglie diagrammi in formati e supporti diversi, disegni, libri, stampe, contenuti digitali, per mettere in evidenza l’evoluzione della comunicazione dei dati e la capacità di questi strumenti di adattarsi a tecnologie, contesti e destinatari differenti.

Da un’enciclopedia Ming a Du Bois: “Diagrams” racconta la storia politica delle immagini dei dati

Due approfondimenti completano il percorso. Il primo è dedicato al Sancai Tuhui, tra i primi progetti di enciclopedia illustrata in Cina, compilata durante la dinastia Ming e composta da 106 volumi. Esposta nella ballroom di Prada Rong Zhai, la selezione presenta diagrammi che attraversano astronomia, geografia, matematica, architettura, utensili, corpo umano, storia, rituali, abbigliamento, fino ad animali e piante: un archivio monumentale che, secondo la mostra, dialoga sorprendentemente con le urgenze del presente.

Il secondo focus è dedicato al sociologo afroamericano W.E.B. Du Bois, noto per le sue infografiche sulle comunità afroamericane tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. In particolare, i grafici realizzati per The Exhibit of American Negroes all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 diventano il punto di partenza per riflettere sul potere delle rappresentazioni grafiche come strumento di indagine sociale e di comunicazione di massa.

Attraverso esempi storici e contemporanei, Diagrams ricostruisce come queste forme visive abbiano contribuito a comprendere la complessità del mondo: dalla lettura degli ambienti artificiali e delle città alle interpretazioni del corpo umano, dalla circolazione delle risorse ai modelli economici, fino alle strutture della verità scientifica. Nella sezione dedicata all’Ambiente costruito compaiono, tra gli altri, il Diagramma di difesa Gansu – il Muro cinese (1507-67) e City of Exacerbated Difference (2001) di OMA, mentre tra i temi legati al Corpo è incluso il Neijing Tu (1886), mappa taoista del “paesaggio interiore” che descrive l’organismo come microcosmo simbolico.

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