“Diagrams”: la Fondazione Prada racconta la forza visiva dei dati

La mostra di AMO/OMA a Ca’ Corner della Regina riunisce oltre trecento oggetti per raccontare l’evoluzione del diagramma nella storia

Fondazione Prada

Venezia

Un viaggio attraverso la storia e il potenziale dei diagrammi come strumenti visivi capaci di spiegare, influenzare e trasformare il mondo: è questo il nucleo centrale di Diagrams, il progetto espositivo firmato dallo studio AMO/OMA a Venezia dal 10 maggio al 24 novembre 2025. La mostra riunisce oltre trecento oggetti (tra documenti rari, pubblicazioni, immagini digitali e video) per indagare il ruolo dei diagrammi nella costruzione e nella trasmissione della conoscenza. Un allestimento che fonde passato e presente, scienza e cultura, architettura e grafica aprendo uno spazio di riflessione sul valore comunicativo e critico dell’infografica.

Diagrams: un’indagine visiva tra dati e conoscenza

La mostra Diagrams, concepita da AMO/OMA per Ca’ Corner della Regina, sede veneziana della Fondazione Prada, esplora i diagrammi come linguaggio universale attraverso cui leggere, rappresentare e interpretare la realtà. Il progetto prende forma da una ricerca articolata curata dallo studio fondato da Rem Koolhaas, in collaborazione con l’architetto Giulio Margheri e con il contributo scientifico di Sietske Fransen, a capo del Max Planck Research Group presso la Bibliotheca Hertziana.

L’allestimento si sviluppa al piano terra e al primo piano dell’edificio settecentesco, dove oltre trecento reperti, risalenti dal XII secolo a oggi, testimoniano l’evoluzione del diagramma in diversi ambiti e culture. Documenti storici, pubblicazioni, video e immagini digitali sono disposti secondo un’organizzazione tematica che mette in evidenza l’attualità e la trasversalità di questo strumento comunicativo. Nove i nuclei principali: Ambiente costruito, Salute, Disuguaglianza, Migrazione, Ambiente naturale, Risorse, Guerra, Verità e Valore.

Le sezioni tematiche sono allestite in una serie di vetrine parallele nella sala centrale del primo piano favorendo, così, un confronto diretto tra i materiali e offrendo una lettura trasversale del diagramma come forma di sapere e dispositivo critico. L’obiettivo è quello di stimolare un dialogo tra intelligenza umana e fenomeni culturali e scientifici riflettendo su come i dati visivi possano generare comprensione, consapevolezza o persuasione.

Il diagramma tra storia, architettura e comunicazione

Secondo Rem Koolhaas, il diagramma è un mezzo espressivo che accompagna l’uomo da millenni, adattandosi a ogni epoca e contesto. “Dal mio punto di vista il diagramma è uno strumento che esiste da sempre. Per esempio, nelle prime fasi della nostra ricerca abbiamo trovato diagrammi tridimensionali realizzati in Sudafrica intorno al 40.000 a.C. e mappe della costa della Groenlandia intagliate nel legno sull’isola di Ammassalik.”. Il diagramma, afferma l’architetto, conserva quindi una straordinaria efficacia comunicativa in quanto indipendente dal linguaggio verbale e applicabile a qualsiasi ambito umano.

La mostra intreccia riferimenti antichi e moderni mettendo in luce l’influenza delle avanguardie del Novecento sull’infografica e rivalutando le forme premoderne alla luce dell’estetica modernista. L’approccio interdisciplinare valorizza la dimensione visiva del pensiero, con particolare attenzione alla pratica progettuale di AMO/OMA, che fin dagli anni Settanta impiega forme diagrammatiche nei processi architettonici.

Come racconta lo stesso Koolhaas, i diagrammi hanno avuto un ruolo decisivo nel dare concretezza a idee complesse e articolate: “Le idee complesse sono quasi un piacere intellettuale, a volte anche artistico, e sono diventate un elemento trainante verso gli obiettivi che volevamo raggiungere. In questo senso, i diagrammi ci hanno aiutato molto”. Continua poi spiegando che “anche oggi i diagrammi continuano a essere una parte importante del mio repertorio”. La riflessione del fondatore di OMA sottolinea quindi come questo strumento non solo accompagni il pensiero, ma lo renda visibile, tracciabile e condivisibile, anche nei processi creativi più ambiziosi.

Contributi internazionali

Oltre all’apporto curatoriale di AMO/OMA e Fondazione Prada, il progetto Diagrams raccoglie anche ricerche sviluppate da istituzioni e laboratori internazionali, impegnati nei campi dell’urbanistica e della sostenibilità. Tra questi, Atmos Lab e Transsolar offrono letture innovative sulle trasformazioni dell’ambiente costruito e naturale, mentre gli studi accademici di Theo Deutinger e SITU Research contribuiscono con analisi visive e strumenti di rappresentazione che allargano ulteriormente il campo d’indagine.

La presenza di questi contributi sottolinea la capacità del diagramma di unire discipline e prospettive diverse, affermandosi come linguaggio capace di dialogare tra scienza, arte, architettura e società. La mostra riflette così una geografia del sapere in continua espansione in cui l’informazione visiva diventa motore di comprensione critica e strumento di interrogazione sul presente.

Diagrams propone dunque un’esperienza strutturata in cui i visitatori sono invitati a esplorare non solo i contenuti esposti, ma anche le modalità attraverso cui la conoscenza viene costruita, filtrata e condivisa. Un viaggio che mette in scena il potenziale del diagramma come artefatto culturale, dispositivo intellettuale e pratica progettuale.

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