Morto ieri mattina a Roma, l’architetto ha legato la maggior parte della sua vita e dei suoi studi alla città. Nato a Heidelberg nel 1993, ha trovato nella Capitale il centro delle sue ricerche e del suo impegno scientifico, diventando uno dei contributori fondamentali alla ricostruzione della storia dell’architettura rinascimentale.
Dopo aver ottenuto un dottorato a Monaco sotto la guida di Hans Seldmayr, ha scelto di proseguire la sua carriera a Roma, prima come borsista e poi come assistente di ricerca alla Bibliotheca Hertziana. Fin da subito ha concentrato l’attenzione sui palazzi romani del Rinascimento, un ambito non troppo conosciuto al tempo. Nel 1968 ha ottenuto la cattedra a Bonn, dove ha insegnato fino al 1980, svolgendo contemporaneamente delle lezioni come “visiting professor” alle università statunitensi di Berckley e Princeton. Dal 1981 al 2001 ha diretto l’Hertziana, trasformandola in un punto di riferimento nazionale per la storia dell’architettura rinascimentale. Ha dato anche il via al progetto di ristrutturazione dell’edificio, che si è concluso nel 2012.

Grazie ad uno studio continuo delle fonti d’archivio, ai continui sopralluoghi e alla partecipazione attiva a convegni, seminari e dibattiti, Frommel ha rivoluzionato la metodologia di ricerca della materia. È stato uno dei primi a interpretare l’architettura rinascimentale come un risultato di una continua interazione tra artisti e committenti e contesto storico, andando oltre alla semplice spiegazione dell’esercizio puramente formale e estetico.
La sua produzione scientifica, che supera i trecento volumi, inizia nel 1961 con il volume La Villa Farnesina a Roma. Il libro ha introdotto delle nuove prospettive sulla tipologia del “palazzo romano”, prendendo come riferimento la figura dell’architetto di Baldassarre Peruzzi. Con le indagini su Palazzo della Cancelleria ha portato alla luce la basilica paleocristiana di San Lorenzo in Damaso, che ha contribuito ad approfondire le conoscenze sulla stratificazione della città. Nel 1973 ha pubblicato Römischer Palastbau der Hochrenaissance, un libro che condensa i risultati di tutte le sue ricerche e che, ancora oggi, è considerato un testo fondamentale per lo studio della materia. Nel corso della sua carriera ha firmato anche dei contributi importanti nei cataloghi di mostre come Raffaello architetto del 1984 e Giulio Romano del 1989. A lui dobbiamo anche la raccolta di oltre duemila disegni d’architettura rinascimentale di Antonio da Sangallo il Giovane.

Le istituzioni culturali di Roma hanno da sempre riconosciuto il valore del suo lavoro e hanno ricambiato il suo amore verso la città. Nel 2001 l’università della Sapienza gli ha conferito una cattedra onoraria e nel 2019 il comune della Capitale gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Nel 2023, la Bibliotheca Hertziana ha onorato l’ex direttore con un omaggio alla carriera.



