Il Perù sarà alla Biennale di Venezia 2026 con il kené di Sara Flores

L’artista shipibo-konibo sarà la prima rappresentante indigena del Perù alla Biennale di Venezia

«Il kené è sempre esistito e sempre esisterà, qualunque cosa accada nel mercato». Con queste parole Sara Flores chiarisce da subito la propria posizione rispetto alle dinamiche dell’arte globale e alle tensioni che spesso accompagnano la visibilità delle culture indigene. Nata nel 1950 e attiva a Yarinacocha, nell’Amazzonia peruviana, Flores appartiene al popolo Shipibo-konibo ed è stata selezionata per rappresentare il Perù alla Biennale di Venezia 2026 (9 maggio – 22 novembre), diventando la prima artista indigena a ricoprire questo ruolo nella storia del Paese.

La scelta, operata dal Patronato Cultural del Perú insieme all’Icpna (Instituto Cultural Peruano Norteamericano), segna un passaggio significativo nel riconoscimento istituzionale delle pratiche artistiche indigene. Il kené, sistema visivo tradizionale realizzato con pigmenti vegetali, è al centro del lavoro di Flores e costituisce l’espressione grafica di una cosmovisione fondata sulla relazione tra comunità, natura e spiritualità.

Negli ultimi anni il lavoro dell’artista ha conosciuto una crescente attenzione internazionale. Dal 2023 è rappresentata da White Cube, che le ha dedicato una prima mostra personale nella sede di Parigi, contribuendo a diffondere la conoscenza del kené all’interno del circuito dell’arte contemporanea. A questo si è aggiunta, nel 2024, la partecipazione al programma Dior Lady Art, in cui Flores è stata invitata a reinterpretare la borsa Lady Dior, portando il linguaggio shipibo-konibo in dialogo con il mondo della moda e del lusso.

Nonostante l’uso di tecniche tradizionali, Flores rifiuta l’idea di un’arte indigena immobile o cristallizzata nel passato. Il kené, sottolinea, è un linguaggio vivo, soggetto a continue trasformazioni, rielaborazioni e nuove combinazioni, capace di confrontarsi con il presente senza perdere il proprio radicamento culturale. La sua formazione inizia in ambito familiare, attraverso la linea materna, in un contesto sociale basato sulla reciprocità e sulla vita collettiva, profondamente diverso da quello attuale ma ancora centrale nella sua pratica artistica.

Il Padiglione del Perù alla Biennale porterà il titolo De otros mundos – Di altri mondi e sarà curato dalla storica dell’arte Issela Ccoyllo insieme a Matteo Norzi, parte del duo Isola & Norzi e direttore esecutivo dello Shipibo Conibo Center di New York. Il progetto includerà opere inedite e una grande tela, la più ampia mai realizzata dall’artista, frutto di quattro mesi di lavoro continuativo.