Fondazione Mimmo Rotella, Mascitti chiede lo scioglimento: «Così si sta distruggendo l’eredità del Maestro»

Su "CatanzaroInforma" lo storico collaboratore dell'artista interviene duramente sulla crisi della Fondazione Mimmo Rotella, tra accuse di immobilismo, guerre legali e svalutazione dell’opera

Una presa di posizione netta, senza mediazioni, che riapre con forza il dibattito sulla gestione dell’eredità artistica di Mimmo Rotella. Piero Mascitti, figura storicamente legata al Maestro e tra i principali collaboratori negli ultimi anni della sua vita, affida a CatanzaroInforma un intervento destinato a far discutere, puntando il dito contro la Fondazione Rotella e il clima di conflitto che la circonda.

“Autorotella o autodistruzione?”, scrive Mascitti, sottolineando come il ventennale della scomparsa di Rotella, che avrebbe dovuto rappresentare “un momento di grande celebrazione di un artista conosciuto in tutto il mondo”, si sia invece trasformato “in un imbarazzante ring tra fazioni che si contendono in maniera feroce l’eredità artistica, ma soprattutto i diritti economici della produzione rotelliana”.

Secondo Mascitti, le conseguenze di questo scontro non sono solo simboliche, ma incidono direttamente sul sistema dell’arte internazionale. “Tutto questo sta producendo una svalutazione del nome di Rotella e delle sue opere che oggi, ad essere ottimisti, stanno perdendo almeno il 30-40% della loro valutazione”, afferma, ricordando come siano ormai lontani “i tempi in cui le opere di Mimmo venivano battute all’asta Phillips di Londra a cifre iperboliche”.

Ma il punto più critico, per Mascitti, riguarda il ruolo stesso della Fondazione, descritta come un organismo autoreferenziale e distante dallo spirito originario voluto dall’artista. “Quello che – da principale collaboratore del Maestro – mi preoccupa di più è l’immobilismo e l’autoreferenzialità della Fondazione, sempre più feudo privato di personalità che Rotella lo hanno solo conosciuto di striscio”.

Nel suo intervento, Mascitti rievoca anche il proprio coinvolgimento diretto nella nascita delle principali iniziative legate a Rotella: “Ho collaborato con Mimmo all’ideazione della Fondazione, della Casa della Memoria e perfino dell’originale Premio del Festival del Cinema di Venezia”, racconta, denunciando poi l’allontanamento suo e della famiglia dell’artista dagli assetti decisionali. Tuttavia, precisa, non si tratta di una polemica dettata da risentimento personale: “Ne parlo come un ‘innamorato’ di Mimmo Rotella, uno straordinario uomo che volle accanto a sé un giovane di Catanzaro come suo braccio destro”.

La proposta avanzata è drastica quanto esplicita. “Io penso che, con l’uscita dal Consiglio d’amministrazione della famiglia, la Fondazione non abbia più ragione di esistere”, scrive Mascitti, esprimendo anche timori rispetto alle iniziative parallele promosse dai familiari, che a suo avviso rischiano di “aggravare il clima di guerra legale attorno alle spoglie del povero Mimmo”.

Da qui l’appello alle istituzioni: “Ritengo che ci siano i presupposti giuridici per lo scioglimento della Fondazione da parte del Ministero della Cultura e del Prefetto di Catanzaro, competenti per legge, per mancato perseguimento degli scopi istitutivi”, arrivando a parlare apertamente di “danno che si sta arrecando sia all’immagine sia alle quotazioni di mercato del Maestro”.

Nel mirino anche l’amministrazione comunale di Catanzaro, chiamata in causa come soggetto che dovrebbe promuovere l’istanza di scioglimento. Un’ipotesi che Mascitti stesso guarda con scetticismo: “Dubito molto sul reale interesse di questa Amministrazione di volere promuovere l’immagine di Rotella, visto il disinteresse dimostrato per le celebrazioni del ventennale”. E il monito finale è amaro: “È una strada obbligata se si vuole evitare che uno dei più grandi artisti del Novecento finisca nel dimenticatoio”.