La Stephen Friedman Gallery chiude le sedi di New York e Londra

Dopo oltre trent'anni di attività la galleria chiude le sue sedi e rinuncia alla partecipazione ad Art Basel Qatar

La Stephen Friedman Gallery, fondata nel 1955 a Mayfair e a lungo punto di riferimento tra New York e Londra, è entrata in amministrazione controllata, cessando le attività al pubblico in entrambe le sedi. La procedura è stata avviata il 2 febbraio dopo un lungo periodo di ridimensionamento: alla fine del 2025 la galleria newyorkese era stata chiusa per “concentrare le attività su Londra”.

Nata negli anni dominati dagli Young British Artists, la sua storia è strettamente legata all’evoluzione della scena artistica londinese. L’attività ha attraversato varie fasi di crescita, culminate nel 2023 con il trasferimento a Cork Street e l’apertura della sede a New York, concepita per offrire agli artisti un accesso diretto al mercato statunitense senza dover appoggiarsi ad altre gallerie.

Le difficoltà economiche erano già emerse nel 2023, quando i bilanci hanno registrato una perdita di circa 1,7 milioni di sterline, in gran parte legata ai costi di apertura e manutenzione delle due sedi. Queste criticità hanno spinto i responsabili a postare un avviso pubblico di possibile cancellazione della società, poi ritirato. Nonostante il 2025 fosse iniziato con delle previsioni incoraggianti, le vendite inferiori alle attese nel 2024 unite a una forte dipendenza dalle linee di credito bancarie, hanno aggravato ulteriormente la situazione. Gli ultimi bilanci, che dovevano essere pubblicati entro la fine di gennaio, ancora non sono stati rivelati.

Le ripercussioni della chiusura si sono subito fatte sentire: la galleria ha rinunciato alla partecipazione ad Art Basel Qatar. Lo stand, ideato come un progetto monografico dedicato alle opere di Huguette Caland, è stato riassegnato all’Estate dell’artista. La Lisson Gallery si occuperà della gestione e dei costi dello spazio. Resta ancora incerto il destino dei 39 artisti e archivi rappresentati, in quanto non si hanno notizie o chiarimenti riguardo a delle potenziali gallerie pronte ad accoglierli.