Sulla soglia dell’avvio ufficiale dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, la street artist Laika ha attirato l’attenzione pubblica con un nuovo murale di protesta dedicato alla presenza degli agenti dell’ICE (U.S. Immigration and Customs Enforcement) in città. L’opera – realizzata davanti alla sede del CONI a Milano – ritrae un agente dell’ICE che punta una pistola contro un saltatore con gli sci, in un chiaro messaggio di denuncia contro la politica e la violenza istituzionale percepita legata alla partecipazione di questi reparti alla sicurezza dei Giochi.
L’intervento urbano di Laika è stato concepito come protesta contro la decisione di far operare agenti federali statunitensi sul territorio italiano in occasione della manifestazione sportiva internazionale. L’immagine provocatoria è diventata immediatamente virale sui social e ha riacceso il dibattito sulla presenza di forze dell’ordine estere durante eventi globali nel nostro paese. La performance visiva si inserisce in un clima di polemiche già avviate nella città di Milano, dove nei giorni scorsi si sono svolte manifestazioni e critiche pubbliche contro l’ICE, giudicato da alcuni come incompatibile con i valori democratici e di sicurezza partecipativa attesi durante un evento come le Olimpiadi.
Nel solco del suo artivismo dichiaratamente politico, Laika torna così a utilizzare lo spazio urbano come luogo di conflitto simbolico, scegliendo un punto altamente istituzionale e un’immagine volutamente disturbante. Il murale, comparso all’alba e destinato con ogni probabilità a essere rimosso in breve tempo, ha già sollevato reazioni contrastanti tra cittadini, attivisti e mondo politico, mentre dalle istituzioni coinvolte non sono arrivate prese di posizione ufficiali. Ancora una volta, l’artista affida ai muri il compito di intercettare l’attualità e trasformarla in una domanda pubblica, portando il tema della sicurezza olimpica e delle alleanze internazionali fuori dai palazzi e dentro il dibattito civile.



