Forestis, l’architettura che dialoga con la montagna

Nei boschi dell’Alto Adige sopra Bressanone, un edificio del 1912 nato come sanatorio, è oggi un hotel contemporaneo dove silenzio, materia e paesaggio definiscono una nuova idea di ospitalità alpina.

Sul versante meridionale della Plose a 1.800 metri di quota Forestis appare come un corpo estraneo, ma solo per un istante. Poi il bosco lo ingloba, la luce lo attraversa, il silenzio lo rende parte del paesaggio. Qui l’architettura asseconda la natura che diventa protagonista trasmettendo un diverso modo di percepire il tempo, il corpo, lo spazio. All’inizio del Novecento l’altopiano fu scelto per accogliere un sanatorio: un luogo di isolamento e guarigione per l’aria pura, l’esposizione al sole e la distanza dalla città. Quella vocazione originaria è stata reinterpretata e permeata dai principi della tradizione celtica, in omaggio ai Reti che abitavano queste valli prima dell’avvento degli antichi romani e che traevano dai quattro elementi primordiali (terra, acqua, aria, e fuoco) la loro forza energetica. Il logo dell’hotel è una freccia puntata verso il cielo, un segno semplice, tracciato a mano ma di grande potenza espressiva.

Il progetto architettonico
La trasformazione contemporanea è iniziata nel 2020 dalla visione dei proprietari, Stefan e Teresa Hinteregger che hanno affidato il progetto all’architetto Armin Sader dello studio Asaggio di Bressanone. Il complesso si sviluppa attorno all’edificio orizzontale storico restaurato, e accanto tre nuove torri verticali rivestite di legno che si ergono nel bosco come i tronchi degli alberi circostanti cambiando tono e sfumature con le stagioni. La verticalità è una scelta funzionale: salire significa guadagnare luce, aria, visione.I materiali utilizzati – il legno degli abeti sradicati dalle tempeste e un impasto di pietra dolòmia e vetro – non sono semplici rivestimenti ma strumenti percettivi. C’è una nuova idea di lusso basata sul concetto di sottrazione: gli spazi delle 62 suite e camere (inclusa la penthouse con piscina privata) sono ampi ma mai ridondanti, le suite (due per ogni piano delle torri) tutte orientate verso il sole e le cime del gruppo Odle. Grandi vetrate come schermi cinematografici portano le Dolomiti, patrimonio Unesco, dentro la stanza, in continuità con l’ambiente esterno. Gli arredi sono volutamente essenziali, nessuna decorazione, quadro o tappeto. Nulla deve distrarre la mente dalla bellezza della natura e dalla luce che avvolge ogni angolo. Al dodicesimo piano della seconda torre svetta il Rooftop Bar più alto del mondo (1.800 metri sul livello del mare). 

Benessere e natura
Spa, piscine e aree relax parlano lo stesso linguaggio architettonico. L’acqua riflette il bosco, la luce entra negli ambienti e la montagna dialoga con gli spazi interni estesi per duemila metri quadrati. Cinque le saune a differenti temperature, compreso un bagno turco e una sauna esterna in legno d’abete, e poi la grande piscina panoramica riscaldata interna ed esterna. E’ un percorso sensoriale che mette in relazione gli elementi naturali, dal fuoco all’acqua purissima, alla tradizione yoga Wyda dei Celti. Anche l’esperienza wellness non è costruita su un’idea di sovra-stimoli ma su una progressiva rarefazione fatta di silenzio e ritmo lento imposto dall’altitudine.  

Il ristorante come un teatro
La ristorazione segue la stessa grammatica progettuale. La grande sala ristorante è concepita come un teatro a gradinate con le sedute avvolte da separé a forma di conchiglia per garantire la massima privacy. E sul palcoscenico lo spettacolo delle Dolomiti.
La cucina propone prodotti locali e stagionali ma soprattutto un’idea di coerenza sensoriale che vede anche il cibo dialogare con lo spazio e il paesaggio. Per le caratteristiche architettoniche e la sua visione innovativa Forestis è stato premiato con riconoscimenti internazionali nel panorama dell’hotellerie di alta gamma.