Quella del 28 novembre 2026 sarà una data destinata a entrare nella storia culturale europea. A Bruxelles aprirà infatti ufficialmente il Kanal-Centre Pompidou, nuovo polo museale che trasforma l’ex garage Citroën, monumento dell’Art Déco industriale, in una macchina culturale di scala urbana. Con i suoi 40mila metri quadrati distribuiti su cinque livelli, il complesso restituisce alla città un edificio simbolico, riattivato dopo anni di attesa come luogo di produzione, esposizione e partecipazione.
Un nuovo museo nato da una partnership
Acquisito dall’amministrazione regionale nel 2015 e riconvertito con un investimento complessivo di 230 milioni di euro, l’edificio è stato ripensato dal team di architetti noAarchitecten, EM2N e Sergison Bates sotto il coordinamento di Atelier Kanal. Il risultato non è solo un museo, ma un ecosistema: spazi dedicati all’arte e all’architettura, un parco giochi indoor progettato dal collettivo Assemble, aree pubbliche attraversabili e un ristorante panoramico aperto fino a mezzanotte, concepito come estensione della vita urbana.

Tra gli attori principali di questa impresa brussellese, la Fondazione Kanal, fondata nel 2017 per riflettere la pluralità della scena artistica di Bruxelles e del Belgio, mantenendo al tempo stesso un orizzonte internazionale. L’amministrazione regionale sostiene questo percorso con uno stanziamento annuale di 250mila euro destinato all’acquisizione di nuove opere. Come sottolinea la direttrice artistica Kasia Redzisz, Kanal non si limita a custodire una collezione, ma si propone come luogo di indagine, dove produzione, ricerca e partecipazione sono elementi inseparabili.
Centrale in questa visione è la partnership con il Centre Pompidou, attiva dal 2017 e destinata a proseguire fino al 2031. L’accordo garantisce a Kanal l’accesso a una delle collezioni più rilevanti al mondo di arte moderna e contemporanea – oltre 150mila opere dal 1905 a oggi – per un investimento annuo di 2 milioni di euro. Una collaborazione che rievoca lo spirito originario del Pompidou parigino, progettato da Richard Rogers e Renzo Piano come istituzione radicalmente aperta. Come ricorda l’attuale presidente Laurent Le Bon, Kanal incarna oggi quella stessa ambizione: coniugare architettura iconica, impegno sociale e narrazioni globali, restando profondamente radicato nel tessuto urbano di Bruxelles.

Kanal-Centre Pompidou: ecco il programma inaugurale
Ad aprire il programma espositivo sarà A truly immense journey, grande mostra collettiva coprodotta con il Centre Pompidou e visitabile fino al 10 gennaio 2028. Oltre 350 opere costruiscono un percorso ampio e stratificato che attraversa il Novecento e il presente, muovendosi tra pittura, scultura, installazione, fotografia, cinema e performance. Alle figure storiche – da Matisse a Picasso, da Giacometti a Delaunay e Goncharova – si affiancano artisti contemporanei come Sammy Baloji, Edith Dekyndt, Aglaia Konrad e Hana Miletić, in un racconto che intreccia genealogie artistiche e urgenze del presente.
La mostra è solo uno dei nodi di un programma di apertura concepito: dieci esposizioni occuperanno simultaneamente l’edificio, attivandone le diverse dimensioni. Tra queste, l’intervento di Joëlle Tuerlinckx, che rende percepibile l’esperienza del cantiere come memoria sensibile dello spazio, i film di Manon de Boer e Joshua Serafin e la riflessione sui diritti umani di Banu Cennetoğlu. Altre mostre, come Département des Pièges. Metabolic Museum-University, No Show e Right to the City – Right to the Future, intrecciano invece archivi, pratiche partecipative e ricerca critica sullo spazio urbano, ribadendo la vocazione del museo come piattaforma di pensiero oltre che di esposizione.



