Corpo Celeste, costellazioni artistiche da Spazio Supernova

A Roma, la mostra di Guendalina Salini e Delphine Valli trasforma lo spazio espositivo in una nebulosa viva, attraversata da dialoghi artistic

Spazio Supernova a Roma, accoglie la mostra Corpo Celeste, un progetto espositivo che nasce dall’incontro e dal dialogo profondo tra Guendalina Salini e Delphine Valli, arricchito dalle improvvisazioni sonore di Giulia Anita Bari e Giorgio Gadotti. Più che una semplice esposizione, Corpo Celeste si configura come un ambiente in trasformazione, una costellazione di opere pensata come una nebulosa in cui i lavori entrano in collisione, si sostengono, si accostano e riverberano l’uno nell’altro, generando nuove possibilità di senso.

Il progetto prende forma da un confronto intenso e prolungato tra le due artiste, costruito negli ultimi anni attraverso uno sguardo reciproco sulle rispettive pratiche, uno scambio continuo di ricerche, letture e spostamenti, spesso orientati verso molteplici “Sud”, intesi non solo come coordinate geografiche ma come luoghi simbolici di ascolto, marginalità e trasformazione. Le opere esposte non occupano lo spazio in modo neutro, ma lo attraversano, lo piegano e lo mettono in tensione, suggerendo una relazione organica e non gerarchica tra i lavori, il luogo e il corpo di chi osserva.

Il titolo della mostra, Corpo Celeste, è ispirato a una raccolta di scritti di Anna Maria Ortese, in cui riflessioni morali e intime si intrecciano a una visione cosmica dell’esistenza. Nei testi dell’autrice emergono intuizioni precoci sull’interspecismo, sull’amicizia e sulla necessità di una relazione solidale con l’altro – umano e non umano – sintetizzate nella frase: “la vita chiede amicizia e aiuto”. È proprio questa tensione etica e poetica che attraversa la mostra, rendendo il “corpo” non un’entità chiusa ma un sistema aperto, vulnerabile, in costante relazione con ciò che lo circonda.

La serata inaugurale si apre ulteriormente alla dimensione performativa grazie all’intervento sonoro di Giulia Anita Bari, violinista, e Giorgio Gadotti, sassofonista, che attraverso le pratiche dell’improvvisazione radicale dialogano con le opere e tra loro. Violino, sassofono e ney si intrecciano a materiali legati alle opere stesse, carta, ferro, superfici risonanti, dando vita a un’esperienza sensoriale immersiva e partecipativa. Il suono diventa così un ulteriore corpo celeste, capace di attraversare lo spazio, toccare le opere e coinvolgere il pubblico in un tempo condiviso, fragile e irripetibile.

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Guendalina Salini, Delphine Valli. CORPO CELESTE
Veduta della mostra / Installation view, Spazio Supernova, 2026
Foto Eleonora Cerri Pecorelli 
Courtesy Spazio Supernova