Nel 2026 il mondo guarda alle architetture del futuro e anche Milano è protagonista

Il 2026 si profila come un anno destinato a restare nella storia dell’urbanistica con l'inaugurazione di diversi edifici dal taglio futuristico

Nel corso del 2026 saranno finalmente inaugurati edifici la cui attesa aveva assunto un valore quasi mitico. Uno dei casi più emblematici è senza dubbio quello della Sagrada Família a Barcellona: la basilica incompiuta di Gaudí, simbolo della città catalana, è in dirittura d’arrivo dopo più di 140 anni di storia costruttiva, entrando nella fase conclusiva delle sue torri centrali. Accanto a questa icona storica, altre realizzazioni di portata globale stanno per aprire le loro porte. A Los Angeles, il Lucas Museum of Narrative Art, progettato dallo studio MAD fondato da Ma Yansong, promette di trasformarsi in un nuovo epicentro culturale dedicato alla narrazione visiva e alle arti, dopo sei anni di lavori.

A Parigi, il Musée du Louvre si prepara a un profondo rinnovamento che potrebbe segnare una nuova epoca per l’istituzione. Sotto il nome di Nouvelle Renaissance, il piano di ristrutturazione promosso dal presidente francese Emmanuel Macron prevede la creazione di un nuovo ingresso monumentale lungo la storica Colonnade de Perrault, spazi sotterranei ampliati, e una sala dedicata alla Gioconda con accesso separato per migliorare l’esperienza dei visitatori e gestire l’afflusso crescente di pubblico stimato oltre gli 8 milioni l’anno.

Il progetto, che si svilupperà nel corso dei prossimi anni fino al 2031, nasce per rispondere ai limiti dell’attuale ingresso a piramide di vetro — simbolo celeberrimo dell’architettura moderna — e per rendere il museo più funzionale, accessibile e adeguato alle esigenze del presente e del futuroAllargando lo sguardo oltre l’Europa, anche il Medio Oriente sta diventando un laboratorio di architettura e costruzione di mega-progetti destinati a riscrivere i record globali. In Arabia Saudita, il Rise Tower è proposto come un grattacielo da quasi 2 km di altezza, concepito per diventare la nuova vetta dell’edilizia mondiale all’interno di un distretto futuristico vicino all’aeroporto di Riyadh; un altro evento atteso è l’inaugurazione del Guggenheim di Abu Dhabi, l’opera postuma di Frank Gehry che, dopo l’annuncio della fine imminente dei lavori, diventerà uno dei più grandi musei del mondo.

Nel 2026 il mondo guarda alle architetture del futuro e anche Milano è protagonista

Sul fronte delle novità, il capoluogo lombardo occupa un posto di rilievo. Milano è infatti protagonista di una trasformazione urbana accelerata dal grande evento delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Uno dei progetti più simbolici è il Milan Olympic Village, il villaggio degli atleti costruito nell’ambito del riassetto dello Scalo Romana, che ha già inaugurato nuove prospettive di sviluppo urbano e sociale. Completato con successo nel 2025, il complesso è destinato a diventare una risorsa per la città anche dopo i Giochi, integrandosi con la vita quotidiana dei milanesi.

Al di là del villaggio olimpico, Milano vede emergere progetti innovativi come CityWave, soprannominato il “grattacielo sdraiato” progettato da Bjarke Ingels Group nella zona di CityLife, destinato a diventare una delle nuove pietre miliari dell’identità architettonica cittadina. Inoltre, le opere collegate alle competizioni internazionali, tra cui arene, infrastrutture e strutture temporanee convertibili in spazi pubblici post-evento, contribuiscono a disegnare una città in evoluzione, pensata per il futuro e non solo per l’oggi.