Nasce l’ICRI, l’Istituto volto a proteggere il patrimonio culturale

L'Italia compie un passo decisivo nella gestione dei rischi legati al patrimonio culturale con l'istituzione dell'ICRI

Alla luce dei disastri climatici che hanno colpito l’Italia negli ultimi anni e dall’esperienza maturata nella loro gestione, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha firmato il provvedimento che istituisce la creazione dell’Istituto Centrale per la gestione dei rischi del patrimonio culturale – ICRI. L’organismo rappresenta una cambio di atteggiamento nella gestione dei rischi, da reattivo a proattivo, in grado di anticipare, monitorare e affrontare tutti i rischi prima che si trasformino in criticità.

L’ICRI avrà sede a Roma e, dotato di autonomia speciale, si occuperà principalmente di standardizzare le procedure per aggiornare la Carta del rischio del patrimonio, promuovere le innovazioni tecnologiche applicate alla gestione dei dati sul patrimonio e progettare sistemi informativi avanzati. L’istituto collaborerà anche con centri di ricerca scientifica e varie Università, anche a livello internazionale.

L’organismo è stato istituito secondo il principio dell’invarianza finanziaria che prevede che le funzioni dell’ICRI vengano svolte senza nuovi oneri per la finanza pubblica, ma riorganizzando e ottimizzando le risorse già presenti all’interno del MiC.

In un paese in cui il sistema del patrimonio culturale è estremamente interconnesso e fragile, la creazione di un istituto il cui scopo è garantire una tutela che sia continua e ordinata, mettendo in campo competenze multidisciplinari e strumenti tecnologici e digitali avanzati, diventa un atto di presa di coscienza collettiva verso la cura del proprio territorio. Preservare in questo caso non significa solo mantenere, ma accompagnare il patrimonio nel futuro, permettendogli di raccontare la sua storia.