Per anni è stato un elemento di separazione nello spazio urbano, attraversato ogni giorno da migliaia di persone ma privo di una reale funzione simbolica. Oggi, quel lungo muro ferroviario nell’area di San Pietro diventa invece il punto di partenza per una riflessione più ampia sul ruolo dell’arte contemporanea nella trasformazione della città, all’interno di una zona rimasta a lungo in una condizione di sospensione. Con Connessioni Urbane, il concorso promosso dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea in collaborazione con Techbau, la città eterna sperimenta un modello di rigenerazione in cui l’opera d’arte si integra stabilmente nel paesaggio urbano, assumendo un ruolo strutturale nello spazio pubblico. Protagonista dell’iniziativa è un muro incastonato tra il nuovo edificio polifunzionale “Crocifisso” e la stazione ferroviaria di Roma San Pietro.




Da barriera e margine fisico, quella parete viene ripensata come racconto: una superficie chiamata ad accogliere un’opera permanente e accessibile, capace di entrare nel paesaggio urbano e nella routine quotidiana di chi attraversa il quartiere, trasformando un confine in un luogo di relazione. La giuria – composta da Cristina Mazzantini, Direttrice della GNAMC, Andrea Marchiori, CEO di Techbau S.p.A., e dall’Architetto Mario Cucinella – ha selezionato le dieci opere finaliste, esposte nelle prime due sale del Soppalco Aldrovandi. Annunciato dalla responsabile del progetto Susanne Meurer, ad aggiudicarsi il primo posto dell’iniziativa è Diego Gualandris, artista dal tratto pittorico libero e seduttivo, che avrà il prestigioso compito di reinterpretare la superficie. Intitolata alla divinità solare, l’opera Meithras trasforma il muro in una superficie pittorica continua, reinterpretando l’infrastruttura di separazione come soglia percettiva e spazio di connessione.

«Stimolare e premiare la creatività contemporanea attraverso concorsi aperti dedicati ai giovani è parte della missione della GNAMC», ha sottolineato la direttrice Renata Cristina Mazzantini durante la premiazione del concorso, svoltasi il 28 gennaio nella Sala delle Colonne del museo. Un progetto che ha raccolto 41 proposte, grazie al coinvolgimento di Accademie e Università, e che testimonia il valore di un lavoro costruito attraverso il dialogo tra istituzioni e impresa. Un aspetto ribadito anche da Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, che ha evidenziato come iniziative di questo tipo dimostrino la possibilità di una rigenerazione urbana condivisa, capace di mettere in relazione visioni e competenze diverse.


Connessioni Urbane si lega inoltre al progetto del nuovo Campus San Pietro, firmato da MCA – Mario Cucinella Architects e realizzato con l’azienda Techbau guidata da Andrea Marchiori. «Campus San Pietro interpreta in modo concreto il nostro approccio alla rigenerazione urbana, intesa come integrazione tra architettura, spazio pubblico e sostenibilità. In questo quadro, Connessioni Urbane introduce l’arte contemporanea come elemento strutturale del progetto» – ha affermato il CEO.
Un edificio polifunzionale ospiterà uno studentato, spazi commerciali, aree verdi ed ambienti per eventi pubblici, un vero e proprio ecosistema urbano, pensato per restituire qualità, servizi e centralità a una zona strategica della Capitale, nel segno della sostenibilità ambientale e sociale. «Architettura, Arte e Spazio pubblico, con le loro funzioni, sono gli ingredienti di cui è fatta la città», ha ricordato Mario Cucinella, sintetizzando una visione che mette al centro la relazione tra progetto e vita urbana. È qui che l’architettura assume una responsabilità culturale, perché ogni intervento modifica non solo lo spazio, ma il modo in cui le persone si muovono, si incontrano, si riconoscono.


