L’Aquila inaugura l’anno della cultura restituendo alla città le sue dimore storiche

Una domenica al mese, per tutto l’anno, le dimore storiche della città apriranno eccezionalmente al pubblico

È dai suoi palazzi che L’Aquila sceglie di aprire l’anno da Capitale italiana della Cultura 2026. Con Palazzi aperti, la città avvia il primo progetto del programma ufficiale, dedicato alla valorizzazione del patrimonio architettonico privato. Un calendario di aperture straordinarie – una domenica al mese – che restituisce a cittadini e visitatori palazzi nobiliari, oratori, cortili e spazi monumentali solitamente chiusi o poco accessibili, trasformando il centro storico in un itinerario urbano diffuso.

Promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane – sezione Abruzzo e dall’Associazione Angelo de Nardis di Prata, Palazzi aperti nasce come azione inaugurale del progetto Dimore culturali, pensato per intrecciare il patrimonio privato con le attività delle istituzioni culturali cittadine. Un modello che mette al centro la collaborazione tra pubblico e privato e riconosce nelle dimore storiche non solo un valore architettonico, ma un ruolo attivo nella vita culturale contemporanea.

La prima giornata di apertura si è svolta domenica 25 gennaio e ha segnato l’avvio di un calendario che accompagnerà l’intero 2026. Le date, distribuite lungo l’anno, disegnano una mappa temporale che invita a riscoprire L’Aquila con continuità, seguendo il ritmo lento e stratificato della sua storia urbana. Ogni appuntamento propone un dialogo tra architettura, ricerca storica e partecipazione, evitando la logica dell’evento isolato per costruire invece un percorso condiviso.

Il programma del 25 gennaio ha alternato visite guidate e aperture libere. Tra i luoghi coinvolti, la Sala Baiocco dell’Albergo Italia, simbolo dell’Aquila della Belle Époque, riaperta in anteprima; Palazzo Alfieri – Istituto Santa Maria degli Angeli, primo grande palazzo rinascimentale cittadino; Palazzo Benedetti, complesso in cui convivono ambienti medievali e saloni sette-ottocenteschi; l’Oratorio di Sant’Antonio dei Cavalieri de Nardis, tra i vertici del barocco aquilano; e Palazzo Cipolloni-Cannella, esempio significativo di dialogo tra patrimonio storico e imprenditoria culturale.

Accanto ai percorsi guidati, numerosi cortili storici del centro aprono liberamente al pubblico, offrendo una dimensione più informale e quotidiana della città storica. Da Palazzo Dragonetti a Palazzo Nardis, da Palazzo Pica Alfieri a Palazzo Carli-Benedetti, l’itinerario si costruisce per attraversamenti, soste e incontri, restituendo alla città il suo tessuto architettonico come spazio vissuto e non solo contemplato.

La giornata si è conclusa a Palazzo Nardis con la conferenza Dei e guerrieri tra Sabini e Vestini, a cura dell’Archeoclub L’Aquila e dell’archeologa Alberta Martellone. L’incontro ha inaugurato un ciclo di dodici appuntamenti dedicati alla storia del territorio, ospitati nei palazzi storici in occasione delle aperture, rafforzando l’idea di una cultura che abita i luoghi e li rende nuovamente attivi.