Roma come una cometa: visioni per il Terzo Millennio

Negli spazi di WeGil, una mostra propone una rilettura di Roma come organismo dinamico, tra arte contemporanea, visione urbana e nuove ipotesi di Forma Urbis

Il 22 gennaio, negli spazi di WeGil a Roma, si è tenuta l’inaugurazione della mostra ROMA TERZO MILLENNIO, La scia della cometa. Promossa dalla Regione Lazio e realizzata in collaborazione con LAZIOCrea, l’esposizione è stata ideata dall’Ambasciatore Umberto Vattani e curata da Andrea Bruschi, Giuseppe D’Acunto e Rosalia Vittorini.

L’apertura della mostra è stata preceduta da un articolato momento di confronto, che ha visto la partecipazione di numerose figure istituzionali e culturali di primo piano, tra cui Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio, Simona Renata Baldassarre, Assessore alla Cultura, Marco Buttarelli, Presidente di LAZIOCrea, Umberto Vattani, Ambasciatore e Presidente della Venice International University, Brigitte Marin, Direttrice dell’École Française, Angelo Piero Cappello, Direttore Generale della Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma Capitale, e Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

Il progetto prende avvio da un’intenzione chiara: restituire alla città un racconto che le appartenga davvero, liberandola da una visione che tende a cristallizzarla esclusivamente nel passato. Roma appare spesso prigioniera della propria storia, ridotta all’immagine di un museo a cielo aperto; guide e mappe continuano infatti a descriverla come la città dei Cesari e dei Papi. Come sottolinea Francesco Rocca: «La vera sfida di oggi è riuscire a trasmettere, a livello comunicativo, una dimensione della Roma legata all’arte contemporanea, che ormai ha una sua forte presenza nella nostra città».

La mostra si inserisce criticamente in questa narrazione, proponendo una rilettura di Roma in chiave contemporanea. «Abbiamo voluto spezzare quel racconto che parla di una Roma antica – ha spiegato Umberto Vattani –. Abbiamo voluto qualcosa di non statico, volevamo un astro che solcasse il cielo, lasciando un residuo di luce che ci permettesse di leggere questa straordinaria città».

Da questa premessa prende forma l’immagine di Roma come una cometa, la cui “testa” coincide con il distretto del contemporaneo e la cui “scia” si sviluppa lungo il Tevere, attraversando il quartiere industriale di Ostiense e la dimensione metafisica dell’EUR, fino a ricongiungersi con il mare. Come ha sottolineato il sindaco Gualtieri: «Il fascino di questa città è il suo sistema dinamico – continua – il tema della cometa, che ricongiunge Roma al mare, è fondamentale per le politiche urbane».

Questa visione affonda le proprie radici nel pensiero romano. «La Forma Urbis – sottolinea ancora Vattani – è sempre stata un’ossessione dei Romani, un esercizio di pensiero, un processo continuo di ridefinizione». A questa riflessione si lega l’intervento di Federico Mollicone, che ha ribadito la necessità di superare le rappresentazioni consolidate: «Deve nascere una nuova idea di Forma Urbis». Un’affermazione netta che trova una traduzione coerente nel progetto espositivo ROMA TERZO MILLENNIO.

L’esposizione si articola in due ambienti distinti ma complementari. Il primo è dedicato alla presentazione del progetto e raccoglie video, mappe e materiali testuali che ne ricostruiscono la struttura e il tracciato della “Cometa”, mettendo in relazione le infrastrutture che costeggiano il Tevere. Il secondo spazio è invece pensato come luogo di confronto, in cui il pubblico è chiamato a partecipare attivamente allo sviluppo del progetto attraverso un programma di incontri ed eventi dedicati ai temi della mostra. In questo senso, ROMA TERZO MILLENNIO si configura non solo come un’esposizione, ma come un dispositivo di dialogo: un laboratorio di idee, interrogativi e visioni orientato alla costruzione di una nuova idea di Forma Urbis.