Il 2026 si apre per il MAXXI come un anno di passaggio e di rilancio, segnato da una programmazione ampia e stratificata che intreccia creatività italiana contemporanea, grandi protagonisti internazionali e una profonda trasformazione degli spazi del museo. In un calendario che si estende fino all’inizio del 2027, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo guidato dalla Presidente Emanuela Bruni si propone come luogo di elaborazione critica, laboratorio culturale e piattaforma di dialogo tra discipline.


A inaugurare l’anno sono due progetti speciali che chiariscono subito la direzione intrapresa. Il primo segna il ritorno al MAXXI di William Kentridge con Breathe, Dissolve, Return, un’esperienza immersiva che combina immagini, suono e musica originale di Philip Miller, riaffermando la vocazione della Galleria 5 come spazio di contaminazione tra arti visive e performative. Il secondo progetto è dedicato a Franco Battiato, a cinque anni dalla scomparsa: Un’altra vita restituisce il ritratto di un intellettuale totale – musicista, poeta, filosofo – attraverso un percorso che attraversa linguaggi e visioni.



A marzo il museo cambia volto anche fisicamente. Con la seconda edizione di ENTRATE, il programma dedicato al design, l’ingresso dell’istituzione romana viene trasformato dallo studio spagnolo TAKK in uno spazio interattivo e mobile, pensato come luogo da attraversare e vivere. È il primo segnale di una trasformazione più ampia che coinvolgerà l’intero complesso museale. Il cuore della programmazione prende forma in primavera con Tragicomica. L’arte italiana dal secondo Novecento a oggi, grande mostra collettiva con oltre 140 artisti che propone una rilettura della produzione culturale nazionale attraverso le categorie dell’ironia, del comico e dell’autoironia. In dialogo con questa ricerca si inserisce il focus sull’archivio della rivista Segno, testimone di cinquant’anni di attualità internazionale dell’arte contemporanea.
Dal MAXXI L’Aquila arriva poi a Roma il secondo capitolo della monografica dedicata ad Andrea Pazienza, che approfondisce il rapporto tra parola e immagine nell’opera di uno degli autori più radicali del secondo Novecento, mentre lo Spazio Extra accoglie una mostra omaggio a San Francesco d’Assisi nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte. Il 2026 è anche l’anno dell’80° anniversario della Repubblica Italiana, occasione per due grandi progetti dedicati all’architettura: Architetture dall’Italia guarda al presente e al futuro del progetto italiano, mettendo in relazione maestri e nuove generazioni, mentre il Centro Archivi ospita i finalisti di NXT, programma dedicato ai giovani architetti, il cui progetto vincitore diventerà l’installazione temporanea estiva nella piazza del museo. In parallelo, Milan Unit di Ramak Fazel restituisce, in forma di opera-archivio, quindici anni di fotografia e documentazione sulla scena del design e dell’architettura italiana.




L’autunno amplia lo sguardo oltre i confini nazionali con la mostra dedicata a Gordon Matta-Clark, figura chiave nella ridefinizione radicale dello spazio urbano, seguita dalla nuova edizione di NATURE, con un’installazione site specific di Tatiana Bilbao. A novembre il MAXXI ospita il progetto performativo 11 Plus Rooms curato da Hans Ulrich Obrist, Klaus Biesenbach e Francesco Stocchi, e una serie di mostre che riflettono sul rapporto tra corpo, archivio e futuro, dal focus su Nanda Lanfranco a Sensing the Future, fino alla ricerca sulla geopolitica dell’architettura.

Parallelamente, prende forma il progetto del Grande MAXXI, che avvia una trasformazione urbana del quartiere Flaminio: la piazza del museo diventa più verde grazie all’intervento di Bas Smets, mentre iniziano i lavori per il MAXXI Hub, nuovo edificio multifunzionale e sostenibile. Un capitolo centrale è dedicato al MAXXI L’Aquila, protagonista dell’anno in cui la città è Capitale italiana della Cultura. Qui arrivano mostre di rilievo internazionale, da Ai Weiwei a Marinella Senatore, fino all’omaggio a Fabio Mauri curato da Maurizio Cattelan e Marta Papini, in un dialogo profondo tra arte, territorio e memoria.





